L’infinito mi duole
con alle spalle
la Vita
Il cielo sopra me
si fa notte
morendo

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Commenti
Poi, scriverei: "con la vita alle spalle"!
Tutto qui... ciao!
Semplicemente ho scritto “con alle spalle la vita” perché per me tornava meglio come metrica e suono, ma anche questo è soggettivo ovviamente.
Trovo che la metrica e il modo in cui suona la poesia siano perfetti, per una riflessione introspettiva sulla morte in linea col l'autorial pensiero. Interessante è anche il velato paragone della vita al giorno, e quindi alla "pastellità" donata al cielo da quel magnifico colore caratteristico, e di conseguenza curioso come Lipare interpreti la morte come le tenebre, il buio...
mi rispecchio molto nel pensiero espresso da "Vecchiaia".
Congratulazioni