Era una fredda giornata di Ottobre, l’autunno faceva il suo dovere ed il tempo trascorrendo veloce lo aiutava. I prati sempre più verdi, gli alberi ingiallivano.

Un’ape coraggiosa volava a zig-zag tra le chiome degli alberi sfiorando le foglie non più verdi come se avesse voluto posarsi su di esse, come se avesse voluto far loro visita, salutandole per un’ultima volta.

Una splendida foglia di platano era lì, su una delle fronde più alte del maestoso albero. Gialla si, con anche qualche macchia marrone qua e là ma ancora fortemente ancorata al suo ramo, ancora fiera.

Il vento la scuoteva e lei gioiva per quella tersa giornata anche se, da un po’ di tempo aveva capito, comprendeva che i suoi giorni erano ormai contati ed ogni tanto la malinconia dei tempi passati l’avvolgeva.

Quel giorno voleva guardare lontano, non poteva sopportare la vista delle sorelle che ad una ad una si staccavano dal proprio ramo e cadevano verso la fredda terra sottostante.
Nonostante le loro vite, i loro destini fossero già tracciati da leggi preistoriche loro, avevano paura, ed anche lei ne aveva.

Il giorno arrivò, lei non se lo aspettava che fosse proprio quello, ma in quella fredda giornata di Ottobre una folata di vento più forte ed intensa se la portò via.

Iniziò a roteare su se stessa poi, sospinta dalla stessa raffica che l’aveva rapita, cominciò a galleggiare in aria allontanandosi sempre più dal suo albero.
Distante qualche metro dall’albero vi era un torrente gonfio dalle piogge dei giorni precedenti, il rumore delle sue rapide facevano sembrare che il torrente ruggisse.

La foglia, ormai abbandonata al suo destino cadde a terra e finì il suo volo proprio vicino a quel corso d’acqua.
Lei pensò che non voleva finire lì dentro ma prima che il terrore prendesse il sopravvento una nuova folata la fece rotolare facendola finire in acqua. Fu spazzata via ed iniziò a roteare vorticosamente tra le rapide, si sentiva sballottata qua e là, impotente.

Poi, si fece coraggio ed aprì i suoi occhi serrati dallo spavento e vide, vide una luce intensa, brillante, i raggi trafiggevano l’acqua creando effetti bellissimi poi, riemerse ed affondò ancora di nuovo ed in questo incessante affondare per poi riemergere lei continuò a guardare.

Vide, vide milioni di ciottoli colorati e lucenti sul fondale del torrente,
vide i pesci, tante specie diverse di pesci, vide il cielo, gli uccelli, vide animali che non aveva mai visto. Vide nuove valli, montagne altissime, vide di nuovo le stelle ed ancora nuovi luoghi e cose talmente meravigliose che non poteva neanche immaginare potessero esistere.

Il torrente rallentò la sua corsa, non vi era più il frastuono di acque tumultuose, anzi.

La foglia assaporò nuove sensazioni e sentì che la quiete e la pace adesso erano in lei e capì, comprese che la sua vita non era finita, nuovi mondi l’attendevano, il suo viaggio era ancora molto, molto lungo.

A mia nonna.



 

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Profilo Autore: Mario De Vincentiis  

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Commenti  

Debora Casafina
+1 # Debora Casafina 14-05-2012 20:24
molto bella omaggio alla saggezza del tempo e dell'esperienza e a quello che ci dona
Cristina Biga
# Cristina Biga 14-05-2012 22:04
bella dolcissima dedica ala nonna ad una vita fatta di esperienze che con l'età portano saggezza, bellissima la metafora della foglia molto bravo davvero mi è piaciuta un sacco .... complimenti un caro saluto...
Franco
+1 # Franco 15-05-2012 12:00
Bellissima.... Fr.
Mario De Vincentiis
+1 # Mario De Vincentiis 15-05-2012 14:09
A volte leggere i vostri commenti mi commuovete. Spero siano veramente sentiti, cosa dirvi?
Grazie
Francesco Losito
+1 # Francesco Losito 16-05-2012 00:24
Interessante.Fr.Lo.

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