Ondeggiò 'l mar della sera
Su dolci carezze d'estate:
Remoto sognar di rime, 
Fresco fruscio d'un silvestre pio... 
Aleggiò 'l silenzio tra nubi rosate
Ad aspettar l'avvento del prematuro 'stante. 
Una lacrima fendea 'l tempo da teneri sorrisi, 
Nell'ignoto d'una parola detta giammai. 
Fluì l'animo mio tra le silvane
Vene dell'antico battito, 
S'unì nell'essenza, tra smeraldiche note. 
Vidi scoglier del cosmo stillar l'eterno. 
Sinfonia di primavera cullò dolor mio, 
Canto del cuor sulle rive del cielo:
La Natura ama chi sa amare. 
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Profilo Autore: Alessandro Pagni  

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Commenti  

Marina Lolli
+1 # Marina Lolli 31-08-2021 19:08
Che bella,mi ha riportato ai tempi della scuola,quando si leggevano in classe Pascoli,D'Annunzio,c on quei versi così curati e musicali che a declamarli ti riempivano l'anima.
Bravo,e grazie .

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