È inutile ostinarsi con quelle scintille,
non vedi che è scarico
l'accendino, il genio della lampadina,
il telegrafo senza fili
o snodi ripetenti la stessa minestrina:
"Anke x me tutto ok, addopo."
Sotto le abetaie in fiore, più in là sotto la neve,
ci si addormenta dolcemente
mentre la bicicletta avanza, guadagna
centimetri sulla carreggiata rossa,
alla faccia degli abitanti dei dehor
e della smart forfour
già dai tempi del macadam tutti a strillare:
chi ferma la ruota lanciata senza freno?
Lo stridio del treno, perlomeno, annuncia il treno
e io che volevo colpirti con la storia
del perielio sono costretto lontano
alla deriva, attraverso lo spazio divano.
Infiniti cent'anni di inquietudine dal 1921
inchiostro-carbone, palude, poi catrame
fermi al semaforo pedonale.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Commenti  

Grazia Savonelli
# Grazia Savonelli 19-08-2021 05:57
Originale ed eclettica
Frida
# Frida 20-08-2021 22:29
Ritrovo uno straordinaria capacità comunicativa nel tuo scriverti. È ermetica,ma esplicita. M'e ' piaciuta sin dal titolo,che rispetto agli ultimi quattro versi, mi pare distopico e paradossale.
Bella!
Un saluto

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