Quanti guadi ho traversato e prati
e valli sdraiate al sole, io perenne fuggitiva
sondando profondità segrete
senza mai demordere
 
Infiniti sguardi consumati
negli ultimi orizzonti
che s’andavano colmando d’ombre .
 
E nel sole nuovo ancora
invocarti alternando la voce
a quella di sorgente,
le dita bagnate di speranza
frescura di bosco conosciuto
fruscio di rami e brezze a ispirare
il troppo breve viaggio.
 
Quanti rovi incontrai lungo il cammino,
tante le piaghe scavate dalle spine,
molte le offese al cuore.
 
Eppure ancor t’inseguo vita
si, procedo fra sassi e fiori
coltivando esili sogni decisi a non morire
 

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Profilo Autore: elena rapisarda  

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