L’uomo dell’ultimo tavolo
Sono qua,nel locale bar,
ma è colmo,
c’è il pienone per il pranzo,
e devo mettermi
nella saletta contigua;
è un po’ triste e solitaria,
stò nell’ultimo tavolo,
e vedo la vetrata,
con la gente che passa e
và a fare shopping;
nel bar profumo di arrosto e leccornie
culinarie;
io consumo i miei caffè,
e stò nel silenzio,
guardo la gente transitare e rifletto;
cerco di riposare ma non riesco;
un giorno di sabato così,
tra noia e malinconia,
quanto mi manca lei.
Sono qua,nel locale bar,
ma è colmo,
c’è il pienone per il pranzo,
e devo mettermi
nella saletta contigua;
è un po’ triste e solitaria,
stò nell’ultimo tavolo,
e vedo la vetrata,
con la gente che passa e
và a fare shopping;
nel bar profumo di arrosto e leccornie
culinarie;
io consumo i miei caffè,
e stò nel silenzio,
guardo la gente transitare e rifletto;
cerco di riposare ma non riesco;
un giorno di sabato così,
tra noia e malinconia,
quanto mi manca lei.

Commenti
Un dipinto poetico molto efficace.
BUONA GIORNATA!
e poi il motivo più banale, la folla,
e il desiderio mancato di una dolcezza , un vetro che separa dalla vita, chi prende e chi lascia qualcosa...
si vive quest'osservare/si.. .niente di nuovo, ed è così ovvio sentire la mancanza di lei.
Una scrittura così semplice così ricca di noi. Complimenti grazie