
Ogni volta…
che poso
il mio sguardo
su la gelida pietra,
su la muta immagine,
su l’assente cortese
per invocarti,
per ritrovarti,
per rianimarmi
oh mio gentil estinto,
oh mio dolce cuore,
oh mio fiero giorno
d’un tempo migliore,
d’un tempo pacioso,
d’un tempo cordiale…
de le stille
inondan
il presente amaro,
il presente avaro,
il presente avverso.
Ogni volta
vorrei fosse
la prima volta
d’un sorriso.
Ogni volta
vorrei fosse
l’ultima volta
d’un atrabile.

Commenti
Stefania Balsamo - Guardiamo la gelida pietra tombale con la foto dei nostri cari che non ci son più e ci assale la nostalgia del ricordo di un tempo che fu ... di un tempo allietato e riempito dalla loro presenza.
Inevitabilmente finiamo per commuoverci e le lacrime inondano il viso e piangiamo ... piangiamo per il presente che sentiamo amaro, avaro, avverso.
È allora che vorremmo ricominciare di nuovo a sorridere, lasciandoci alle spalle il vuoto e la malinconia.
Caro Rocco, che dire?
È struggente, delicata e stupenda al tempo stesso.
Io penso, che i nostri cari non ci abbandonano mai veramente: essi restano sempre con noi ... sono con noi in quello che siamo oggi, grazie anche al loro insegnamento. Li possiamo ritrovare anche nei nostri piccoli gesti della quotidianità, che talvolta ripetiamo come un mantra, per sentirli vicini.
I nostri cari ci sono sempre accanto perché li abbiamo interiorizzati e ci accompagneranno come una benevola ombra, fino alla fine dei nostri giorni.
Grazie sempre per i tuoi magnifici spunti di riflessione e buona serata a te!