Noi non siamo tabule rase/abbiamo scritte decodificate/e l’ambiente che ci forma/ dovremmo evitare chi ci odia/ imparare ad amare/ molto difficile per un mondo ubriaco/.
La gente del passato pensava solo a se stessa/ha fatto danni senza saperlo forse/ ci si vedeva solo ogni tanto e le parole non avevano senso./Se tutti imparassimo l’umiltà, e l’educazione, più che la cattiveria/ trionferebbero i migliori/. Fuori c’è un caos eterno/ intriso di bagliori/di luce e di scroscii di pioggia/ lo chiamano il nuovo mondo/ ecco cosa ci ha lasciato/ la gente del passato.
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