Pensando all'arrivo del terzo millenio
si pensava ad un'era quasi spaziale
a quali stregonerie tecnologiche
avremmo visto nascere
per la miglioria della nostra vita
Oh certo elaborati cellulari
che un giorno prepareranno pure il caffè (chissà!)
ormai si lavora più con le macchine
che con l'uomo
e qui casca l'asino,
IL PROGRESSO
che delusione, nel 2012
con fatica si arriva alla terza settimana
la scelta tra paghiamo l'affitto
o sfamiamo i figli è di tanti, troppi
Il suicidio è la cura per affrontare
la valanga di cazzate
dalle leggi partorite
per non esser sopraffatti un salto e via
troppa è la sofferenza di un fallimento
dopo anni di sacrifici
di sudore versato onestamente
perchè di uomini onesti ancora ne esistono
ma nel 2012 l'onestà uccide
Nella capitale dove pascolano
coloro che dovrebbero rendere l'Italia,
questa bella Italia
patria di Leonardo da Vinci, Michelangelo
Dante e Puccini
Garibaldi e Mazzini
anime immortali per ogni loro agito se pur
di diversa concezione,
non leggono i giornali, gli agi li hanno eccome
e li paghiamo noi con sangue e lacrime
Basta con parole di cordoglio
arrivate troppo tardi
dateci fatti con la F maiuscola
basta con le prese per i fondelli
promesse false
Basta cambiar partito come le calze
ogni mattina
RIVOGLIAMO UNA VITA
di lavoro e di serenità
vogliamo morire di vecchiaia
non come martiri
Sono meno ladri coloro che rubano
che certi elegantoni vestiti di ignoranza ….
SOCIALE - RABBIA
Bambini spariti e mai più trovati..
abbordati con ignare promesse..
strappati alle loro culle
inghiottiti dal nulla....
Bambini abusati....accusati....addolorati....
E poi ancora....
Madri....giovani donne,uomini in carriera,solitari,anonimi.....
Scomparsi...
Entrano a far parte della nostra vita pur senza volerlo...
in un silenzio struggente...
e noi ascoltiamo le loro storie...
veniamo a conoscenza dei lati loro più oscuri
entriamo nel loro essere e rubiamo i loro segreti
Ma intanto di loro ancora nessuna traccia...
Inizia la raccolta di indizi...perizie..interrogatori...sospettati
ma non trovano niente
e restano soltanto ricordi...fotografie...
Passa il tempo...giorni...mesi ....
anni di indagini che non portano a nulla
E la vita nostra va avanti
e mentre tutto per loro scorre lento
il buio continua a prendersi anime innocenti....
Scomparsi.....
La corruzione
in partecipazione
lega le membra
che più non sembra.
Ed obbligato resti
insieme ai disonesti
come ladro onesto
sul fatto in cesto.
A quell’azienda
non piace la faccenda
che a mo’ di famiglia
l’ordine scompiglia.
h 6,40 5.4.2012 meteora
resto immobile
su uno scoglio,
mi trovo nel mezzo
di un mar di petrolio...
Me ne resto li,
seduto e rannicchiato,
a salvarmi
da quella tossica marea...
Sulla striscia pulita,
cordiali persone accolgo
con acqua infinita...
Mi alzo spesso,
osservo
le oscure petroliere
che annegano
nel maligno dimenticatoio...
E li mi lancio
tra le particelle velenose,
porto a mia misera dimora
chi ingiustamente affoga...
Non annego io,
mi aggrappo allo scoglio:
non mangierò lurido petrolio...
Una buca al lato della strada
aspettava i ragazzini, le loro biglie
palline di vetro, vere stelle colorate
intorno solo polvere di terra.
Era già estate in quella bella terra
uscivano di casa per vincere due biglie
quei ragazzini ch’eravamo, le delizie
di quel momento magico di giovinezza.
Un mondo a parte quel vivere e giocare
chi con la sua bravura e chi con la fortuna
ma c’erano quelli con la sola prepotenza
a sera in un sacchetto si contavano le sfere.
Quel gioco si fermava che tutte in una mano
le aveva il più imbroglione e pure ladro
che più non dava sfogo al suo sollazzo.
Così le divideva già pregustando il cibo
con il quale la prepotenza lui nutriva
e ritornava la paura, senza una pallina a sera.
Utopia disse alla Realtà
io sono il tempo che verrà,
un sogno che diventa realtà.
Io sono l'erba che sgretola l'asfalto,
il grigio muro coperto di graffiti,
la pioggia fine che inzuppa i vestiti.
Sono il sorso d'acqua fresco
dopo una traversata nel deserto,
sono la vasta vallata
al di là del ripido sentiero.
Sono il vecchio e stolto mulo
che diventa un nobile destriero,
Sono il bussare del forestiero.
Io sono il vento che mischia le carte,
sono i sogni che metti da parte.
Io sono la corrente che tutto trascina
il giorno che dopo la nera notte s'avvicina.
Cosa ti succede?
ti guardi allo specchio
non sai più chi sei,
pensi al tuo passato
fatto d'incertezze,emozioni diverse,
non sei uguale agli altri uomini
sei diverso.....
un pò di trucco e via!
già sei pronto per un'altra scena.
La gente si diverte
vedendoti vestito così
non capisce, quanta sofferenza provi,
Tu! che non hai nessuno
che ti vuole bene,
hai conosciuto solo amori durati una notte.
Ripensi al passato,
di ciò che è rimasto,
la vita è stata ingiusta con te,
ha giocato....
t'ha dato un ruolo mai accettato.
Adesso sei solo nascosto: dietro al trucco
ma quanto può durare?
sei diverso....
sfilavano in corteo
gente adirata,oramai stanca
non sopportava più bugie
di politicanti
incapaci e indefinibili
bravi solo a parole,
e con promesse mai esaudite
mentre la gente ,
faceva fatica a tirare
la fine del mese.
Bandiere al vento nella capitale
truppa infuriata di brave persone
che ancora credevano
a un vero cambiamento,
e si gridava: <alzateci il salario,
abbassateci le tasse
cosi non si può stare. >
Giornata lunga nella capitale
poi tutti a casa a riprendere a sognare...
Oggi ragazzi....
compito in classe,
tema.....
l'amicizia.
Svolgimento.
Il migliore amico
che abbiamo in classe
è un ragazzo down
sorride sempre,
molto intelligente.
Grande compagno di banco,
tutte le volte che non capiamo
quel che si dice a lezione,
da una mano....
ha un cuore immenso
difende sempre
quando qualcuno infastidisce
Ieri eravamo tristi
quando il preside
ha comunicato....
che non poteva più frequentare la scuola,
dice....che è troppo diverso da noi
perchè.....
Come fa ha dir certe cose,
il nostro compagno
avrà un nome strano
ma ragazzo semplice...normale,
assai speciale
il migliore....
Ed è stanco!
Gli avevano detto
che in quella casa
poteva riposare
ma la solitudine è forte
la nostalgia tanta.
Le notti sempre
più lunghe
nell'attesa
di quell'affetto profondo
le ore, i minuti
scorrevano lenti.
Ed è stanco
dentro una
disperata solitudine
con il peso nel cuore
attendendo impaziente
un qualcosa che ravvivi
quello sguardo
senza luce.
In quella casa
poteva riposare
ma soffocato
dalla stanchezza
e senza primavere
negli occhi
si lasciò morire!
Supremi,
dominano i discorsi
in questo Mondo
carico di ostilità,
di ogni male
ferendo di nascosto
le frangibili vite.
L’idea,
riuscire a volare
ritmare l’ascesa
osare
voltare foglio
ricominciare
nella tersa voglia
di cantare
nel globale tacito
detestare
che l’infame etnia
sa fare.
Sono angoscia
I riverberi caliginosi
A primavera
Nel sterile deserto
Segregato
Nella volontà folle
Tra dialoghi
Immutati
Immagini
Di muri depressi
Pagine sfiorite
Nella cenere bianca
Guaiscono
Estive venture
Tra i foschi assilli
Spogli di rumore
E germinare
Distante dalla gioia
Come un senile salice
Sotto la pioggia
- Allora perché… non vi è pioggia nel deserto. -




