Salivo scale verso un’altezza
indefinita per lasciare indietro
emozioni rattrappite dall’obbedienza
salivo verso un Olimpo di immagini sfumate
di divinità che si accostavano all’uomo
senza sopportarne il peso della sua coscienza
salivo ancora verso un infinito indefinito di luce
a cui non importava nulla di ciò che gli Dei pensassero
o facessero
illuminava semplicemente la via da percorrere
rendendo luminoso anche il più nero degli abissi interiori
salivo finché le stelle non circondarono il mio sguardo
e la beatitudine di una volontà superiore
mi prese portandomi là dove la ragione si ferma.

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Un saluto Genè!