Non ci rattristiamo
se il tempo che scorre
e gli eventi avversi
ci fanno sentire
inadeguati e avviliti;
ma forgiamo il diamante
grezzo che è in noi.
Dei nostri capelli bianchi.
facciamone fili d'argento,
da adagiare di notte
sul mare.
Delle nostre rughe
facciamone piccole
piegoline di bronzo;
in cui conservare
i ricordi più belli.
Dai nostri momenti
di gioia,
facciamone rubini
e pietre preziose;
per inanellare abbracci.
Delle nostre lacrime,
facciamone avorio
per creare sorrisi.
Delle altrui imprecazioni,
facciamone lance d'oro
da lanciare nel vento.
Siamo scrigni:
dei nostri forzieri pieni
di oro e pietre preziose...
facciamone tesori.
Dopo aver forgiato
il diamante che è in noi...
illuminiamoci....
...e splendiamo.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Croce di passione
affamata
tra le genti del mondo
affondi il passo
affannata
elargendo parabola

Tra rovi e spini
la tua carne lacerata
a fiotti sgorga
sangue come sorgente
a purificare l'anima
palustre

Indegno
appare il sacrificio
di tale bonifica d'Amore
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Profilo Autore: Pietrina Lorito*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-11-2020

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Buona Pasqua a chi si sente perso,

legato mani e piedi a una speranza

che mai e poi mai mostrerà la faccia.

 

Buona Pasqua ai tanti sventurati

trafitti dai chiodi di felicità smarrita

perché in cerca dei nuovi sogni antichi.

 

Buona Pasqua a tutta quella gente

che vuol risorgere da questa vita

per costruire vita almen migliore.

 

Buona Pasqua alle buone volontà

capaci ancora di voler sorridere

all’indifeso bimbo che sorrisi chiede.

 

Buona Pasqua a poeti e poetesse

che scrivono parola dietro l’altra

per emozionarsi ed emozionare un po’.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Da lontano un tintinnio,
è il richiamo della casa di Dio,

Il richiamo arriva da un campanile,
si vede la punta dal mio cortile.

Su di esso svetta una croce,
che parla senza aver la voce.

Il ritmo delle campane è forsennato,
che suonino a festa appare scontato.

Un paio di signore vedi passare,
qualcosa sono intente a raccontare,

poi una si dirige verso la Chiesa,
l'altra non la segue perchè ha in mano la spesa.

Intanto fuori temporeggia il sacrestano,
attende il parroco mani in mano.

Gli uomini in piazza odono il suono con poca attenzione,
di certo non parteciperanno alla sacra funzione.

Ma essi di sicuro sanno bene,
che oggi un buon pranzo allevierà le loro pene.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Una vita di speranze mancate, incertezze disattese di corrotta sicurezza.

La vita non è come sembra esser stata fatta, si evince nella notte che l’ombra non esiste, che le cose non ci sono, tutto è vano nel divenire eterno.

Perché quindi disperarsi del vivere terreno, non c’è luce che ci basti a salvare le anime perse nell’oblio disadorno di questo eterno.

Buchi ci sono nell’anima, mancan parti di sostegno, mi accascio su me stesso.

Ho le ossa spaccate dalla neve esteriore, la polvere interiore mi opprime ogni respiro.

Aria, mi serve, aria pura di stagione con la rabbia del dolore; mi opprime.

Mi opprime questa convinzione di una diffusa empietà,

Mi stringe il cuore, mi offusca il pensiero, questa incapacità, di lasciare andare.

Libertà, di pensare e scagliare tutto dove deve andare senza aspettare. Lascia! tutto se ne andrà.

A casa torneremo, soffrire non è eterno.

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Profilo Autore: Luto  

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Maria dopo aver assistito sua cugina Elisabetta

 al parto del futuro Giovanni battista tornava a Nazareth.


***Doppo finiti li festeggiamenti,

cor pensiero che Peppe stava solo

Maria se fece li bagaji ar volo

s’accommiatò da tutti li parenti,

l’abbracciò tutti, e  ne lo stsso giorno

Maria prese la strada der ritorno.

*

Tornava verso Nazaret, ner mentre

pensava ar fidanzato suo Giuseppe:

-Povero amore mio, chisà si seppe

der frutto che me porto drento ar ventre;

chisà si crederà che è stato Dio

a mette’ er frutto drento ar ventre mio?-

*

Ma Giuseppe, che nun sapeva gnente

ner vedella ariva’ gonfia in quer modo

je disse: -Nun vorai che io te lodo!?

Anzi, me pare che sia propio urgente

fatte sape’, che fin da ‘sto momento

dovrai scordatte der fidanzamento.

*

Me dispiace d’avette tanto amata.

Ma er colpo che m’hai dato a tradimento

è tale da fa’ perde’ er sentimento;

è assai peggiore de ‘na cortellata.

Peccui, datte da fa’ cara Maria:

te pe’ la srada tua, io pe’ la mia!-

*

Ma quella stessa notte ‘n mezzo ar sonno

un angelo, mannato dar Possente.

Je disse: -Senti, e tiello bene a mente:

le malalingue certo che nun pònno

fatte crede’ che se trattò de corna.

Abbi fiducia, ‘sto pensiero, storna.

*

Stamme a sentì, nun ave’ prescia, aspetta:

Maria tra tutte è stata la prescerta

e solo Dio der celo l’ha coperta;

questa è la verità! Su, damme retta.

Peccui, quer frutto che j’ha rigalato

nun se po’ di’ che è frutto der peccato.

*

Perciò Maria rimane sempre pura!

Contentete a fa’ er padre putativo.

Mo che t’ho detto quale fu er motivo

abbi fiducia, nun ave’ pavura.

E’ Dio che der destin traccia le bozze

credece! E mo preparete a la nozze.-

*

Rispose Peppe: -Vojo ave’ fiducia.

Si è come dichi te nun me riposo.

Cerco Maria, la pijo e me la sposo

pure si un tantinello me ce brucia.

Poi si fu Dio a fa’ ciò, sai che te dico?

Si se pò fa’ ‘n piacere a un granne amico

*

nun è Giuseppe che sta su le sue.

Perciò te dico, prima che sparischi

vola dar Patreterno e riferischi

che adesso se sposamo tutt’e due

e alleveremo co’ umirtà e co’ amore

quello che sarà er fijio der Signore.-

*

E poi ricconta ancora er testamento:

appena ricevuto er sacramento,

li staveno a aspetta’ pe’ er censimento.

E fu così che, sverti come er vento

partirono veloci  co’ successo

arivanno sur posto er giorno appresso.

*

Finché arivati, doppo annò a fini’

che annaveno  bussanno a ogni porta.

Sta scritto che nemmanco pe’ ‘na vorta

j’offrissero un posto pe’ dormi’.

E lì Maria -che s’era proprio rotta-

propose a Peppe : -Annamo in quella grotta.

*

Trova ‘na mucca e pure un asinello;

pija la paja e appronteme un giacijo

perché tra poco nascerà er fijio

che ce darà er Signore.-  Allora quello,

incominciò er lavoro lesto lesto

facenno quello che j’aveva chiesto.

*

E ne la grotta, quella stessa notte

sopra la paja de la magnatoia,

cor còre che schioppava da la gioia

-dato che l’acque s’ereno già rotte-

nasceva er pupo santo, mentre intanto,

la gioia inframmischiava er riso ar pianto.

*

Dl mio libro L’ARTRA BIBBIA

Che si apere con la creazione (VT

Per finire con la crocifissione (NT

                                 

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Profilo Autore: enio  

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Creare uno spazio tutto per me
nel cielo dimesso di questo Natale.

È ciò che farò di là dall’abete,
lungi un bel po’ dalle carte argentate,
fuori dall’eco delle luci impazzite
e dalle grida d’osanna al mostrarsi.

Tra paglia e silenzi mi confonderò
‘sì da sentire ancor più da vicino
il fiato di un bue e di un asinello
e scalderò questo cuore perplesso

per trovar meglio la forza e il coraggio
di chiedere a Lui di darmi una mano
per ritrovarmi e guardarmi dentro.
Cerco da un po’ l’antico specchio.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Corre libero

nel prato azzurro

sovente si riposa

su una poltrona bianca

dove osserva

con l'amica rondine

vite in gabbia

di specie diverse.

Ridono.

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Profilo Autore: Mark  

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L' amore dal Cielo proviene
perché Gesù ad amare ci insegnò
anche a compiere del bene.
Per mezzo del Padre Egli parlò
e questa fu la Sua Parola.

L' amore dal Cielo proviene
perché Egli Lassù ci ama
amici o nemici
delinquenti o pervertiti
bianchi o neri
siamo sempre figli del Padre.
Siamo tutti uguali
di fronte alla Sua Legge.
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Profilo Autore: Alberto Berrone  

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Son questi i verdi prati
che senza indugio
amo attraversare.
Terra natia,
rinfrescata 
da sorgente materna;
zolle eternamente solari;
spighe alte come alberi
e tee di intensa frescura.
I giardini di Fatima
non hanno gabbie né confini;
chiunque può solcarli
basta restare piccini.
Un rosario si sgrana
in cinque dolorosi misteri.
Un cuore solo palpita
per migliaia di fedeli stranieri.
Pesante croce illuminata,
da un sol paio di spalle 
portata,
giganteggia sul piazzale.
Apoteosi di fulgido amore,
fomentatrice di energia vitale;
la Madre di Dio
marcia sul trono regale,
immersa in un bagno di folla.
La luna piena brilla fissa,
incantata.
Stormi di uccelli
circondano la bianca vergine
come pargoli affamati.
E si lancian in superbe prodezze canore.
E' il giorno di Maria:
onore alla Madre del Redentore!
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Oh dolce Avvocata nostra!
Madre Immacolata e Pulcherrima
del Rabbi.
Guarda con pietosa insistenza
i nostri affanni.
Dacci la grazia di essere:
moderati nel parlare;
penitenti nella colpa;
severi con noi stessi;
indulgenti con i nostri fratelli
.Intercedi
presso il tuo adorato
Figlio Unigenito,
affinché ci porti il dono
di aspirare alla cittadinanza celeste,
rimanendo forestieri su questa terra.
Aiutaci a sopprimere
il demone dell'empietà,
con la parola e l'esempio
dato dall'Agnello.
Oh Avvocata nostra!
Che sempre spii i nostri cuori.
A te chiediamo perdono
dei nostri errori,
confidando senza riserve
nella tua materna consolazione,
quando chiuderemo 
la nostra parentesi terrena.

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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

Questo autore ha pubblicato 207 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Era una visione che il mio cervello
non percepi immediatamente,
gli istinti si bloccarono in un'angoscia di esistere,
il mio corpo si fermò incapace di qualsiasi azione.
I miei occhi di pietra dentro orbite di pietra 
rimanevano immobili,
eppure scandagliavano con inconscia attenzione quei lineamenti, 
erano atroci e sublimi,
con fatica la mia mente riusciva ad accettarli.
Se gli angeli si potessero materializzare 
non avrei dubitato che quella fosse una presenza divina.
Ero quasi in adorazione di quella figura,
come si rimane sbalorditi e immersi in se stessi di fronte 
ad un'opera di rara singolarità.
Ogni spigolo di quel volto sembrava materializzarsi 
dall'aria,
incontrastata regina dell'essere 
vascello senza ormeggi delle vite altrui,
recavi una fine gioia che non sapeva esprimersi.
Lentamente quella immagine si scolpiva nel più 
recondito atrio della mia mente,
compariva senza che io la rievocassi.
La rivedevo sempre,
quale meravigliosa ed inconsueta gioia mi comunicavi,
quale gusto irripetibile mi avrebbe dato quell'immagine 
e quella forma,
Mi sarei fuso all'aria per vagare incontrastato nel suo 
essere e fra i suoi mitici scogli.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

Questo autore ha pubblicato 23 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Beata misericordia, la trasfigurazione di una corona di spine.
Il dolore che avvicina a Dio, persi in un oceano di lacrime, ci si attacca all'onnipotente, per imparare ad essere guida di se stessi. 
Ancorati al desiderio di capire perché manca quell'equilibrio...
Tutte banali questioni perché l'Altissimo prega con noi da sempre...
Nello spirito non esiste abbandono;
che il peccato mangi se stesso,che la nostra mente sia disposta alla conoscenza, perché l'amore è comprensione e dove c'è amore c'è pace.
Dio...insegnaci a rispettare ciò che ci hai già dato,così che il nostro sguardo si volga a te per sempre. Amen.
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Profilo Autore: Vale  

Questo autore ha pubblicato 12 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Sangue fluiva dalle spine
baciava quegli occhi manietici
sofferti ma pieni d'amore,
un amore che solo un uomo
come lui poteva donare
Un amore per tutti
uomini, donne e bambini,
malfattori, assassini
per tutti nel suo cuore
viveva una possibità
Cosa potè sentire quando i chiodi
penetrarono le mani e i piedi
impossibile da metterlo in parole
e nemmeno pensarlo
Prima sputato, flagellato
c'è da chiedersi perchè tutto ciò …
perchè tanta sofferenza sopportata
con dignità, umiltà e altruismo
I brividi ho se penso a quell'uomo
…. meditiamo ….
si chiamava Gesù era il Cristo
nato sapendo di dover morire così
Ma quanti hanno capito il significato …
quanti hanno davvero apprezzato …..
quanti hanno amato come lui ci ha amato ….
Ma era il Figlio di Dio ….
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Profilo Autore: Cristina Biga*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 24-01-2012

Questo autore ha pubblicato 504 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Noi che ricercammo amore dall’essere umano

ma ricevemmo gelida freddezza.

Non è quello a cui avevamo auspicato.

Questa vita è una cosa impossibile

e a volte pensi se ci sia un domani,

un domani degno di noi,

e ti accontenti di un oggi che non vorresti soggiornasse in te mai.

Siamo  abili a nascondere tutto il dolore!

Avete visto  c’è quella parte del mondo

che cerca di alzare la testa.

Regalare effimera spensieratezza e insolita gioia

la quale poi  si  disperde per le strade.

Fare inoltre un flebile tentativo ….

Ciò nonostante è  tutto inutile,

stiamo affondando come il Titanic.

Questo mondo va a rotoli.

Sorseggia un cocktail avvelenato!

E danza pure in un party di corruzione e guadagni disonesti!

Dio guardandoci dal suo trono dice all’umanità:

Tutto durerà poco,

tutto sarà finito

i miei eserciti libereranno i quattro venti della distruzione.

Devo solo schioccare le dita!

Credi che ti potrai nascondere?

Ma dove?

Puoi fermare il mio braccio?

Ne sei proprio sicuro?

Vuoi prendere le ultime briciole da questo mondo?

Ragiona, per che cosa ti affanni?

A cosa ti serve l’ambizione e l’avidità?

Che cosa rincorri?

Ma in quale luogo andrai?

Andrai sulla Luna a danneggiare anche quella?

Cosa volete conquistare?

Cosa volete raggiungere?

Hai spogliato l’albero ed ora vuoi pure l’ultimo frutto lì in alto?

Non mi puoi comprare con i tuoi beni materiali,

no, la vita eterna così non te la posso dare!

Fra poco getterai via il tuo oro,  il tuo argento, questo almeno lo sai?

Forse non vi rendete conto ma …

tutto in modo rapido sarà portato a termine, a compimento.

Sono adirato.

Sono così stanco di intrattenere il mio urlo.

I tempi sono maturi già.

Il mio governo celeste porterò,

sì lo porterò,  

anche se mi avete fatto capire voi regnanti e falsa religione che non lo gradite affatto!

La natura da ere interminabili continua a gemere.

Non posso più aspettare.

L’umano è solamente un pallido moribondo.

Non posso più aspettare.

La paura fa da padrona.

L’amore si è raffreddato.

La comunicazione è spezzata, rinchiusa in quattro mura.

La fiducia è un clochard.

La tristezza è il vostro pane quotidiano.

Non posso più aspettare.

Voi esseri umani avete fatto troppi danni!

Da sei mila anni!

Non posso più aspettare.

Tuttavia al risveglio di una nuova era il buio si disperderà.

Figli miei che attualmente siete rinchiusi e celati al mondo,

voi miei cari leali,

ricordatevi,  

si rincomincerà dalla fine!

Vi amo perché voi portate il mio nome.

Vi sto radunando,

vi sto proteggendo,

vi sto istruendo.

Siete pochi, ma vi meritate un nuovo inizio!

Il Nuovo Mondo.

Dove verranno gli anni poi e con contentezza ve li mostrerò.


N.B.: Ho scritto questa poesia traendo ispirazione dall'ultimo libro della Bibbia: l'Apocalisse.

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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