Lungo la via che a Bevagna conduce
sostò Francesco nel povero saio,
lì vide sui rami vibranti di luce
mille ali sui tralci frondosi in un canto gaio.
Con animo puro e con passo leggero
s'avviò conquistato in quell’avventura;
non sibilo né strido turbò quel sentiero,
ché l'attendeva l’amorevol natura.
A loro lieto parlò: «Miei piumati fratelli,
lodate sempre il vostro Gran Fattore:
vi diede il cielo, le fonti, i ruscelli,
e piume e canto per donarGli Amore.
Voi non seminate né mietete grano,
eppur vi nutre la Sua man paterna;
vi diede i monti, le valli e il piano,
e l'aria pura che il volo governa.»
Tesero il collo, apriron le ali,
chinaron il capo con dolce fervore,
poi s'alzò un canto di trilli corali
che a Gloria ascese fino al Signore.
Francesco allor li segnò della Croce
e formando la Croce, lo stormo partì:
a oriente, a occidente portò la sua voce,
a tramontana e verso il mezzodì.
Così il Vangelo di frate Francesco
viaggiò nel mondo su ali sincere,
e ancor lo canta, sul ramo più fresco,
la voce lieve di umili schiere.


Commenti
È bellissima
Cara, Ausulia, grazie!
Caterina
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