Negli attimi feroci rifiuto, rifiuto
così tristemente il bello
che poi, a notti d'angosciose guazze,
imbratto furente i miei muri
di formule che non ricordo.
Ma ricorrono, come bestie d'una giostra
che non vuol morire,
questi cavalli piumati e senz'anima.
Così sudo questa febbre immaginaria
e lo sfinimento mi dà un'ora d'aria.
