Fu solo un'estate in cui tutti eravamo svegli,
più svegli che mai nonostante il relax.
Erano svegli pure gli occhi degli ulivi intorno,
quei guardoni che ci spiano mentre ci toccavamo.
Le radio facevano gargarismi nelle vecchie corti,
gli zingari fumavano su sedie di plastica a torso nudo
e noi nudi in un solco d'orto, dove non c'era niente.
Si pensava di seminare lì qualche bambino.

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