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Sono tornato al mio paesello di montagna. Lo lasciai per andare a vivere in città, quando presi ad insegnare ai ragazzi delle elementari. Là, incontrai anche Lucia, la donna della mia vita.
Gli anni passano e arrivò anche il giorno di lasciare la scuola. Oggi mi resta la nostalgia di quegli anni, anche del tram che prendevo al mattino, per andare, e di quello per ritornare.
Nel mio paesello c’è la quiete, il silenzio, il respiro dell’aria pura, il contatto con la natura, la semplicità del vivere, e il sentirsi parte di una famiglia allargata.
Al mattino, passeggio nelle viuzze: ad ogni incontro, un saluto e qualche parola. Nel pomeriggio, mi ritrovo, al bar della piazzetta, tra un caffè e le chiacchiere sui fatti del giorno. Verso sera, con la luce dei vecchi lampioni, ritorno a casa, dove mi aspetta il gatto, che vuole essere coccolato, il calore del camino e, soprattutto, la mia dolce e cara Lucia. |

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