Una falce di luna ferì un giorno una poetessa oggi scomparsa dal web. Le avevo dedicato questa poesia.
Quella che narri e par falce di luna
che toccasti e da cui fosti ferita
vorrei fosse per te una dolce cuna
ove farti cullar nella tua vita,
almen dall’ore quando il ciel imbruna
e guardar da lassù, volta infinita,
seduta tra le stelle in tua tribuna,
poetessa dall’anima smarrita,
vicende di poeti trasognati
che in ciel parole lanciano aleggianti
che si scambiano voci silenziose
sussurri di virtuali innamorati
celati da avatar accattivanti,
d’amore fantasie avventurose.
Quella che narri e par falce di luna
che toccasti e da cui fosti ferita
vorrei fosse per te una dolce cuna
ove farti cullar nella tua vita,
almen dall’ore quando il ciel imbruna
e guardar da lassù, volta infinita,
seduta tra le stelle in tua tribuna,
poetessa dall’anima smarrita,
vicende di poeti trasognati
che in ciel parole lanciano aleggianti
che si scambiano voci silenziose
sussurri di virtuali innamorati
celati da avatar accattivanti,
d’amore fantasie avventurose.

Commenti
Bel sonetto, spiace che non lo leggerà. Possiamo solo augurarci che la ferita le faccia sempre meno male nel tempo.