Terzine di endecasillabi canonici a maiore in rime incatenate.
Credetemi: credevo, da bambino!
Del resto troppe cose non capivo
ed era quindi facile destino
restare d’ogni favola cattivo¹
disorientato dalle meraviglie
che intorno a me vedevo oppur sentivo.
Così tra le preghiere e varie striglie²
le suore m’inculcavan che risposte
a tutte le domande senza briglie
dentro Nostro Signore eran nascoste
ed io che d’elettroni e gravitoni
ancora non sapea realtà composte,
pensavo a padreterni ed a santoni,
a figli prediletti in processione,
ad infuocate spade ed invasioni,
a guerre sante e piena distruzione
degli infedeli inclusi i loro figli
per affermar la propria convinzione
e metter della Chiesa sotto artigli
il mondo intero, tutti a capo chino
senza lasciare a logica gli appigli
per evitar l’umano rio declino;
e poi pensavo a quella coincidenza
del compleanno di Gesù Bambino
e di Babbo Natale che esistenza
mostrava invece in modo più diretto
giacché bastava avere un po’ pazienza
e realizzava i sogni nel cassetto
portando a ognuno ciò ch’era richiesto
a patto d’esser bravo pargoletto!
Vedevo i pacchi e forse fu per questo
che a lui credetti ancora per altri anni
dopo l’asilo, eppure anche lui presto
mi fece venir dubbi e gravi affanni:
ero alle elementari ed i suoi pacchi
ogni anno comparivano ma inganni
fiutavo per dei fatti assai bislacchi:
la letterina sempre papà e mamma
dovevano trovare pria che i sacchi
uscisser dal camino a viva fiamma;
se invece bene ben la nascondevo
poi la mattina c’era il triste dramma
che il sacco non avea quel che chiedevo!
Così, dannato questo raziocinio,
nemmeno a lui poi dopo più credevo…
D’ogni illusione giunse l’assassinio
man mano che di studi progredivo
e della fisica ero a tirocinio,
logica e matematica mai schivo
nell’indagare il corpo e tutto il mondo
presto la metafisica aborrivo
tentando di capire a tuttotondo
come funziona il mondo in cui mi trovo,
il mio cervello, il cuore e tutto in fondo.
Quello che analizzando troppo scovo
mi genera alla fine lo sconforto
e in conclusione invidia pure provo
per chi da favolette n’ha conforto:
illuderci ogni tanto non ci nuoce,
che sia Babbo Natale o Cristo morto,
ci fanno sopportar la vuota Croce³.
¹: prigioniero, nel senso antico di “cattivo” prima che diventasse l’attuale “cattivo del diavolo” con connotazioni malvagie sulla scia del cristianesimo;
²: rimprovero;
³: la sofferenza, nello specifico quella derivante dalla consapevolezza di non essere il centro ed il fine ultimo dell’universo.
21/10/2025

Commenti
La tua parabola ricalca la mia e, credo, quella di tanti, con diverse sfumature e possibili evoluzioni filosofico-esistenzi ali, dalla conferma fideistica, al dubbio, allo scetticismo, all'agnosticismo, all'ateismo nichilistico eforse altro ancora, con tante sfumature intermedie.
Dalla narrazione di Babbo Natale o Gesù Bambino (nonché Befana) mi sono affrancato molto precocemente, anche se a lungo sono stato al gioco per capire fino a che punto volevano farmi fesso.
Il mio affrancamento "razionale" dalla religione è giunto solo all'ultimo anno di liceo. Oggi, oltre che ateo, sono pure infastidito dalle religioni, laddove abbiano assunto e/o mantengano connotazioni identitarie tali da giustificare l'odio, la sopraffazione, le guerre. Neppure il cristianesimo e i suoi depositari sono esenti, nella loro storia, dalla responsabilità di crimini atroci.
Il mio affrancamento era sostanzialmente compiuto in 3ª media, già la cresima l'ho dovuta fare solo per imposizione paterna; poi al liceo ho avuto la fortuna di incontrare ottimi professori con cui discutere seriamente ma serenamente, tanto quello di Storia e Filosofia quanto lo stesso parroco che insegnava la religione ed il preside dell'istituto, democristiano ipercattolico convinto ma rispettoso, per cui capitava di incontrarci e confrontarci nella sala della biblioteca su argomenti importanti, storia, filosofia, religione, politica, mentre il resto della classe se la spassava in aula nell'ora di religione (l'anno in cui riuscii a dribblare mio padre e barrai per non seguirla quell'ora, appunto, mentre il parroco tentava di tenere a bada la marmaglia in aula io stavo in sala lettura con qualsiasi testo volessi consultare ma il prof di storia e/o il preside mi facevano spesso compagnia ed ogni tanto il parroco esasperato dai "credenti" in aula veniva a riprendere fiato ragionando qualche minuto con noi sui discorsi del momento)