Sonetto di endecasillabi a minore di settima in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Venne la noia ad uccidermi il cuore,
sistole e diastole in passi confusi,
tristi emozioni e sorrisi preclusi,
scappò la gioia e intervenne il dolore…
Servirà forse che venga un dottore
e che mi prenda a ceffoni sui musi
mentre lo aspetto con gli occhi già chiusi
senza destarmi dal freddo rigore?
È forse questa la cosa famosa
ch’han battezzata Madame Depressione?
La mente vaga distratta e altezzosa
senza prestare nessuna attenzione
a novità che poss’esser giocosa
o almeno offrire un po’ di distrazione.
19/03/2026

Commenti
Ergo, non dovrebbe essere depressione, solo noia e sfiducia in te stesso