Vendetta corrosa
degli anni or sono
gridava tradita
dal mero perdono.
“Resistetti così a lungo,
in questa foresta
e contenta ero, aggiungo,
prima di te era festa.”
Rispose colpito
da cotanta rabbia roca
il perdono sopito
finalmente aprì bocca.
Io esisto da sempre
nella coscienza umana
laddove odore acre nel ventre
la tua presenza emana.
Mi accingo a seminare
la luce tra le dita
laddove tu, nel tuo passare
uccidi per sempre la vita.
Potessi vedere
l'anima che luce rilascia
quando abbraccia il sapere
e seppellisce l’ascia.
Sapessi il suono divino
che canta l’eterno
brindando nel bicchiere divino
scaldando l’inverno.
Ma tu sei la vendetta
e non conosci l’oblio
poiché sazia solo di te
non cerci la fame di Dio.

Commenti
A parte il mio commento questa poesia è stupenda e la rima mi piace molto. Abbraccio
La vendetta a volte è indispensabile e chiunque, sempre secondo me, anche nelle piccolissime cose anche se dice di no, consciamente o inconsciamente, la mette in atto.