lei, quando aveva 20 anni
mi parlò di questo spagnolo
conosciuto in uno dei suoi mirabolanti viaggi
di come amava sfiorargli le mani, mani adulte
diecianni più vecchie
ma in particolare amava sfiorargli i calli
perché per lei intellettuale fragrante
appena sfornata dal panificio classico
tra grani antichi ellenici e lievitazione Siddhartha
era assurdo sentire le mani di un operaio
mani martellate che martellano la vita
però non amava i miei calli del tennis
e del calciobalilla
figli della disoccupazione e della noja
abbi pietà dei calli
di chi non ha tornio o armi bianche
per le sue crociate interiori
in Terrasconsacrata
e allora ama le mie emorroidi
poiché la tensione dei vecchi esami
mi mandava al cesso male e spesso
a espellere
quel che il cervello non poteva
e per l’amor del cielo, della terra
e dei sacri elementi
che operano lo scibile
chiudi il Moleskine segreto
delle stronzate
quando con gli occhi distesi sul Danubio
sentisti l’istintivo antinaturale bisogno
di giustificare
una chiavata in Spagna
