Stanno versando nel lago
una ferita di violoncelli
languono come cervi
 dal cuore strappato.

 Le mie mani, le gambe,
la mia testa, ogni pezzo intanto
se ne sta ottenebrato
su un proprio pianeta

e il da farsi è premuto
in un angolo
 da una grigia invadenza.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Commenti  

Nadezhda/Speranza
+2 # Nadezhda/Speranza 07-10-2012 21:03
Bella!!! :-)
Francesco Losito
+1 # Francesco Losito 08-10-2012 00:50
Mi associo a Speranza. Vorrei avere più voglia all'assimilazione del tuo verseggiare; spesso mi accontento d'una perifrasi stuporosa.
Alberto Automa
+1 # Alberto Automa 08-10-2012 13:18
...pieno di speranze il titolo, ma probabilmente senza speranza (di uscire da una sorta di fosco torpore) il poeta... ...grazie del commento e degli apprezzamenti :-) ...un saluto

Il nesso tra il titolo e il testo? (Rispondo a Rebecca) Proprio il contrario l'uno dell'altro. Il titolo "che spera", il testo disperante...
Rebecca
+1 # Rebecca 08-10-2012 16:06
Ben espresso il sentimento disperante che affligge il poeta immerso in un'atmosfera di oppiaceo oblio. Mi sfugge però il nesso tra titolo "esperanto" e testo.

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