Con mani calme di lusinghe

scosti il velo dal tuo viso pallido

esile tristezza scarna

ti mostri dolcemente al bianco pensiero

confessi sottovoce all'anima

pudici singhiozzi sommessi

urlando nel cuore un pianto nero

bagnato di lutto e di dolore.

Inquieto volo di campane

disperate litanie e blasfeme orazioni

mozzano il corpo in cadaveriche mutilazioni.

Malinconica musa madre d'arte

intimo ricamo di poesia

tristezza

nutri di solitudine l'affamata anima

che l'uomo più non si riconosce

divenuto pasto di belva folle e famelica

vomitato e deformato mostro svilito.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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