Con mani calme di lusinghe
scosti il velo dal tuo viso pallido
esile tristezza scarna
ti mostri dolcemente al bianco pensiero
confessi sottovoce all'anima
pudici singhiozzi sommessi
urlando nel cuore un pianto nero
bagnato di lutto e di dolore.
Inquieto volo di campane
disperate litanie e blasfeme orazioni
mozzano il corpo in cadaveriche mutilazioni.
Malinconica musa madre d'arte
intimo ricamo di poesia
tristezza
nutri di solitudine l'affamata anima
che l'uomo più non si riconosce
divenuto pasto di belva folle e famelica
vomitato e deformato mostro svilito.
