Ove ammutolita scia alluna l’alma
sgualcita a mezz’aria a far la spola
fra arabesque d’oltre incanto come favola
su tela da rigenerare e dentro un pianto
invaso di cecità bambina
nel taciuto, represso orfano di verso
sordo trillo di memoria cigolante
urlo in gola risucchiato tempo
a perdita d’occhio fin dentro la stele
a pelle di pensiero dalle mille vele
e milioni d’arcobaleni partoriti dolore.
Bisbigliano ricordi allevati al volo
accordi al fine bisbiglianti amore.
Ed io fuggo stretta la mia fede
la cullo all’immemore Lete
nell’istante senza madre.
