Albero che hai condiviso meco
le calde stagioni della mia vita:
da bambina mi coccolavi
fra le tue fronde ombrose,
permettendo di dondolarmi
su rustiche altalene
appese ai tuoi rami.
Sopra il tuo grande tronco
avevi preparato, per me
e le mie compagne,
un comodo salottino:
ecco una poltroncina
provvista di bracciolo,
di fronte un divanetto
sicuro ed accogliente dove,
giocando a far le grandi,
prendevamo il the,
preoccupate alquanto
dell'inappetenza dei nostri bambolotti...
Albero, ti ho sempre visto vivo,
verde, di frutti rigoglioso!
Passate tante ne sono di stagioni!
Quest'anno non t'ho lasciato
alla fine dell'estate,
quest'anno sono rimasta
a farti compagnia, non ti lascio più:
ho visto le tue larghe foglie
ingiallire ed accartocciarsi,
e ai tuoi piedi infine cadere,
lasciando il tuo tronco e i tuoi rami nudi,
al gelido Maestrale!
Ti ritrovo vecchio e nodoso
con la tua corteccia bianca
esposta alle intemperie
ed agli invernali rigori...
Albero, esistevi già
prima della mia bisavola,
hai cullato anche me
dandomi frescura e riparo...
Or che sulle mie spalle
ho anch'io i miei begli anni,
riaffiorano i ricordi:
a quando ti abbracciavo,
sentendoti mio amico,
tu pur mi rispondevi,
le lacrime asciugavi
delle mie prime delusioni
e, porgendomi i tuoi frutti,
un sorriso mi strappavi
ed io ti assaporavo,
del dolce tuo nettare
allora mi nutrivo!
Un brutto giorno venne
chi abbatterti voleva:
la casa pretendeva,
per nascere, che tu morissi...
Non l'ho permesso allora
e mai lo permetterò,
ché amico più sincero
in Terra non avrò!
le calde stagioni della mia vita:
da bambina mi coccolavi
fra le tue fronde ombrose,
permettendo di dondolarmi
su rustiche altalene
appese ai tuoi rami.
Sopra il tuo grande tronco
avevi preparato, per me
e le mie compagne,
un comodo salottino:
ecco una poltroncina
provvista di bracciolo,
di fronte un divanetto
sicuro ed accogliente dove,
giocando a far le grandi,
prendevamo il the,
preoccupate alquanto
dell'inappetenza dei nostri bambolotti...
Albero, ti ho sempre visto vivo,
verde, di frutti rigoglioso!
Passate tante ne sono di stagioni!
Quest'anno non t'ho lasciato
alla fine dell'estate,
quest'anno sono rimasta
a farti compagnia, non ti lascio più:
ho visto le tue larghe foglie
ingiallire ed accartocciarsi,
e ai tuoi piedi infine cadere,
lasciando il tuo tronco e i tuoi rami nudi,
al gelido Maestrale!
Ti ritrovo vecchio e nodoso
con la tua corteccia bianca
esposta alle intemperie
ed agli invernali rigori...
Albero, esistevi già
prima della mia bisavola,
hai cullato anche me
dandomi frescura e riparo...
Or che sulle mie spalle
ho anch'io i miei begli anni,
riaffiorano i ricordi:
a quando ti abbracciavo,
sentendoti mio amico,
tu pur mi rispondevi,
le lacrime asciugavi
delle mie prime delusioni
e, porgendomi i tuoi frutti,
un sorriso mi strappavi
ed io ti assaporavo,
del dolce tuo nettare
allora mi nutrivo!
Un brutto giorno venne
chi abbatterti voleva:
la casa pretendeva,
per nascere, che tu morissi...
Non l'ho permesso allora
e mai lo permetterò,
ché amico più sincero
in Terra non avrò!

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