Nota: il presente componimento è dedicato a Luigi Gonzaga, sebbene io non sia cattolico né estimatore dei G. 0-5


E il tramonto fiammeggia sull’Urbe,

all’orizzonte San Pietro si staglia.
Gremiti i lazzaretti di turbe,

l’intera città la peste travaglia.
Nero il buio striscia nelle strade
della Suburra, il silenzio si smaglia

fra i colli e gli astri. Invade
le tetre case, smorza le lucerne.
Luigi, che un’intima fede pervade,

mente e cuore nelle forme eterne,
va tra fieri soldati e bricconi,
fra avventori di sordide taverne

e a tutti elargisce i suoi doni,
un monito e parole di conforto.
Ricorda Mantova, i bastioni

dei Gonzaga, le torri e il porto,
il glauco Mincio donde pare affiori
la città, quale sogno in sogno scorto,

fra i ranuncoli, aurei fiori.

***

Ricorda la dolce madre, il volto
su cui scorre una lacrima soave.
Ella sa che cosa le sarà tolto,

quanto è lieve quel che è grave,
se si vive pii, miti, fidenti,
sdegnando le delizie ignave.

Di colpo il giovane ode lamenti,
un infermo è riverso sul selciato.
Lo sguardo acquoso, le membra ardenti.

Ora Luigi si china sull’appestato,
lo solleva sulla debole schiena.
Suda, arranca, gli manca il fiato.

E’ notte: la luna pulsa quale vena.
Oltre gli archi il piano s’inargenta.
L’uomo trascorre un’ora serena,

spira e niente più lo tormenta.
Il giovinetto gli chiude gli occhi,
nella quiete la candela è spenta.

Prega Luigi, piegati i ginocchi.

***

Lo scuotono brividi di febbre,
attorno al malato palpita l’aria,
le nuvole fluttuano come ebbre,

attorno ogni cosa si mesce e varia.
E’ ormai prossimo il trapasso,
la fine di una vita solitaria.

Fu breve il suo corso, ma è lasso,
non rimpiange il tempo trascorso,
è pronto a compiere l’ultimo passo.

Le mani tremanti, sfiora il dorso
del salterio che gli cade di mano.
Sitibondo, chiede d’acqua un sorso,

e guarda oltre, adesso guarda lontano,
oltre questo mondo turpe, feroce.
Tristi ma lieti i parenti e il germano,

mentre se ne va in un filo di voce
per rincuorare chi solo rimane…
Alba, vapori rosei sulla foce

ove si fondono ombre antelucane.


12-14 luglio 2026
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Profilo Autore: Oudeis  

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Frate Francesco,

fiorì il tuo canto di fede

e andò mendicando per il mondo

disegni di pace e carità

ed il tuo spirito cieco d’odio

fu strumento di Dio

fatto carne e preghiera

a benedire tutta la Terra.

Oh, Poverello d’Assisi,

tu che hai sposato con devozione

la povertà del tuo umile saio,

squarcia col tuo amore divino

le stigmate di questo mondo ferito

e rendici degni nel nostro piccolo cuore

della grandezza e della bellezza di tutto il Creato.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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I nonni dividono il cielo

in baci di favole e promesse

e poi, stretti in un cappotto d’ottobre,

volano nel cuore dei loro nipoti

come una cometa silenziosa

ad abbracciarli per tutta la vita.

I nonni disegnano

profumi d’infanzia perduta,

vecchi giochi rammendati,

mani tese sui piccoli passi,

carezze d’anima ed emozioni,

teneri sguardi affacciati ad una culla.

I nonni bussano

alle porte del mondo

per realizzare l’impossibile,

i nonni bussano

alle porte del cuore

per restare per sempre

fra le vene di mille ricordi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Nessuno ti prepara al silenzio che resta,
non senti più il rumore delle sue zampe sul pavimento,l
la sua ciotola vuota, il guinzaglio poggiato lì dove 
è stato riposto dopo l'ultima passeggiata.

Non sto piangendo il mio cane,
sto piangendo un pezzo della mia vita trascorsa con Lei.

Ho perso chi c'era sempre,nei giorni importanti,e in quelli 
quelli qualunque, ho perso parte di me.
La versione che ero con lei ,non torna più.
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Profilo Autore: Franca Lazzaro  

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Quanno ll'autunno trase e ppasce
na miccia int'a ll'uocchie mme nasce.
Comm'a palomma ca 'e sscelle s'abbrucia,
vaco ncerca 'e calimma sott'â luce.

Ll'afa cavera e vvullente c'ha lassato...
'o calore cu ll'aria fresca s'è smurzato.
Muntagnelle 'e foglie marrone e rrosse,
s'accalcano sott'ê ffronne spugliate,

luongo, a lluongo nu ramo scricchiulea,
ncopp'a ogni vvia 'e ogni vviale arberato.
Mentre cammino pe 'sti strate sulagne
'a luntano sento 'o cielo 'e murmulià.

'O 'i' lloco sta arrivanno 'o temporale,
mentre penzo doppo nu poco chiove ggià.
'O cielo 'e nuvole nere e ggrigie se tegne,
'int'a nniente nu lampo 'o cielo straccia.

Mentre nu tuono me ntrona 'int'ê rrecchie,
nu sbuffo 'e viento mme schiaffea 'a faccia.
A ppasso svelto verso casa me ncammino,
rattristata 'a nu malinconico autunno.

Astrignenneme 'int'ê vvraccia cunserte,
veco chiagnere 'stu cielo grigio fummo.
Nanto ca 'o tiempo 'e pressa scorre
e 'a natura se cagna e scagna 'e vveste,

i' nun riesco a mantennere cchiù 'o tiempo:
va veloce e io so ssempe meno lesta.
Penzo a ogn'ora ca 'e pressa va e ppassa
e qquaccheduno sempe 'o lassa p' 'a via!

Mentre n'alba nasce e nu tramonto more,
mme sento ncuorpo nu mare 'e pucundria.
Penzanno a cchello ca vulesso fa' dimane,
se fa verde 'e vulio ogni speranza mia.

Guardo nterra 'stu tappeto 'e foglie stanche,
comm'a na foglia ngialluta me sento pur'io!
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Quando le vigne 
si fanno profonde 
il giorno 
declina lentamente 
mentre il tuo abito raccoglie 
la memoria dei campi 
che il sole 
ha reso dorati 

Cammini 
con il cuore colmo di promesse 
una voce solleva appena il velo 
come se anche dal cielo 
potesse riconoscerti
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Per A.V.


Ti ripenso e esplode la memoria:

la villa in Corso ***  ***,

la vita al principio della storia.

Amica, erano con te lievi i pesi

di un’adolescenza solitaria.

La finestra ad arco, il giardino

donde austera guarda l’araucaria.

Là per un istante il tuo destino

si confuse col mio e lo accese.  

Rivedo i candelabri d’argento,

l’affresco con Giàsone e le imprese.

Per noi allora il cielo è spento

o resta qualcosa di quegli anni,

delle tetre gioie fra ombre serene,

di vaghi sogni e dolci inganni?

Rivedo i marmi lucenti, le vene

dorate, i lampadarî a stille.

Oh, vorrei rileggere le poesie,

immergermi nelle tue pupille,

sentire quelle inquietudini mie,

rivivere i silenzi, i mutui sguardi

che univano sodali separati.

Ma comprendo che ieri è già tardi…

Già più non scorgo i soffitti voltati,

gli stucchi e le cornici di gesso.

Dilegua la luce ambra, velata.

Niente e nessuno sarà più lo stesso.

Il tempo è una porta sbarrata.

EE 0-1

 

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Profilo Autore: Oudeis  

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 A V.T.

Compagno di banco, compagno di sogni,

ancora qui nell’arido presente,

ancora vivi, aneli, agogni

oppure, come me, pieno di niente,

vaghi in un labirinto di specchi?

Ricordi i libri dimenticati,

il futuro ove fidente rispecchi

universi soltanto immaginati?

Ricordo Athena, glauchi gli occhi,

il tuo sguardo ritroso, lontano,

perduto oltre invisibili miraggi.

Oggi, quanto per destino mi tocchi,

sento che fu fra tutti il più vano:

con bottiglie inviare vani messaggi.

0-2

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Profilo Autore: Oudeis  

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In bocca sei acquolina

tra le mani manicaretto,

sei profumo tra le nari

sei delizia tra i molari


deliziosi pasticcini

prelibati biscottini

raffinati cioccolatini

croccanti croccantini


c’è chi sbava al tuo apparire

chi pregusta la tua bontà,

bocconcini e stuzzichini

son la tua identità.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Lo so, il tempo non torna indietro,

ma nei silenzi che custodisco nel cuore

c’è ancora un battito che ti chiama piano.

Un giorno, forse, ci ritroveremo

tra le pieghe di un istante qualunque,

con la grazia delle cose semplici.

Un passo alla volta,

come chi riscopre la gioia di camminare

verso ciò che non ha mai smesso di amare. 

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Profilo Autore: Biagio Banigi  

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CONOSCO QUEGLI OCCHI
NERI AFFLOSCIATI E STANCHI
CONOSCO ORA CHE MI MANCHI
GUARDO IL TEMPO FOTOGRAFATO
GUARDO ORA COSA ABBIAM TROVATO
CONOSCO QUEGLI OCCHI
COME MOLTI VISTI
SOLAMENTE TRISTI E REMISSIVI
PRIMA VISPI E VIVI
GUARDO I GIORNI PASSARE
GUARDO IL CIELO PER RICORDARE
CONOSCO QUEGLI OCCHI
LI INTRAVEDO IN ALTRI
LI INTRAVEDO QUI
DOVE SONO I MIEI
DOVE SONO

 

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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'O cane nun t'abbandona, te sta vicino:
nun fa differenza fra gruosse e ppiccoline.
Nun tene odio, nun prova maje rancore:
'e cchin'e pile, ma nun 'e ttene ncopp'ô core.
Nun tene furbizia, cattiveria, né ambizione:

ll'abbasta na carezza, ll'affetto d' 'o patrone.
Si ll'ate se nne vanno, isso te sta affianco,
nun se mporta si tien'a pelle scura o janca.
Nun guarda si tien'a vesta sana, stracciata,
nun se mporta si si' struito, si hê studiato.

Nun guarda si si' aveto o puorte 'e tacche,
nun se mporta si si' bbrutto, sicco, chiatto.
Isso nun guarda niente, te vo' sta' vicino:
è ffelice quanno 'o faje juocà c' 'a pallina!
Vo' ben'a ognuno: ô bbuono, ô malamente:

p'isso so' ttutte eguale, pur'o cchiù fetente.
Nun te giudica maje, è n'anima innocente:
ll'abbasta ca ce staje; isso s'accuntenta.
Quanne tuorn'â casa, è 'o primmo fra tante,
ca te fa 'e ffeste, te fa sentere mpurtante.

È ccomm'a n'angelo sciso ncopp'â terra,
addó nun ce sta pace: se fa semp'a guerra.
Pure si 'o faje male e nun 'o tratte bbuono,
nun te porta rancore, sempe te perdona.
Pure si 'o lasse sulo ncopp'a ll'autostrata,

isso nun se n'accorge ca ll'hê abbandunato.
A ogni machina ca passa move fort'a coda:
aspetta e spera 'e te vedé ancora n'ata vota.
Attaccato a nu palo s'accucciulea, aspetta:
cu assaje pacienzia sta llà, nun tene fretta.

Manco quanno se fa sera: tene sete, fame,
capisce quanno ll'omme sap'essere nfame.
Aspetta e spera ma 'a corda è troppa corta:
vulesse correre, ma triste è stata 'a sciorta.
Stanco chiude ll'uocchie, vede ll'acobaleno

e nun sente cchiù dulore: llà tutto è sereno.
Trase 'int'a nu munno senz'essere umane...
addó nun ce stanno perzone, né crestiane.
Llà d''a cattiveria 'e ll'uommene è lluntano:
cuntento e ffelice, corre nziem'a ll'ati cane.

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Elegante e delicata

emani armonia,

melodia dalle mani

il volo dei gabbiani


triangolo sinuoso

soavemente pizzicato

dalle dita nasce lieve

l’incanto della neve


dolci note vibranti

da corde colorate

accendono notti

a gatti e passerotti.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Dentato voli radente

su cuoio capelluto,

ti aggiri sulla nuca

con aria sostenuta


danzi tra ciocche

trecce e riccioli,

sei gentile e sciogli nodi

sulla zazzera te la godi


te la spassi sulla chioma

ti diverti con un ciuffo,

se la testa è tutta calva

sollevi lieve la protesta.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Mi disegnano il cuore

mani di zucchero filato,

appunti di giochi ed orsacchiotti

posati su una vecchia culla,

il carillon dei vostri battiti,

strascico eterno dei ricordi,

profumo indelebile della mia anima.

Foto accartocciate dal tempo

si stringono a questo scialle

e vi disegnano il cuore

carezze sussurrate sottovoce,

una cometa sbeccata d’amore

a mordere i vostri passi stanchi.

Ecco posato su una vecchia culla

l’eco di un padre,

l’eco di una madre,

poesia nelle mani di Dio,

fiore che non teme l’inverno.

Poesia dedicata alla giornata mondiale dei genitori 01 Giugno 


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Profilo Autore: rosa dei venti  

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