Proteggi l'infinito mio essere

con una spada di fuoco,

una giostra sinti in perpetuo movimento,

che balla di colori accesi e discesi;

la mia persona arde fatua,

dacché svolazza disinvolta e spreme

di guardia aceto di mele.

Ho lasciato il mio cuore

in un cellofan di resina,

a riposare tutta la notte,

ed ora è di nuovo lucido e

presentabilmente bello.

Il tuo regno notturno non mi spaventa,

solo è miserabile e

immeritamente autunnale,

quel palpito che guardandoti

dovrebbe ridere

e voltarsi chino,

e invece imbrunisce,

e bulimico impreca d'attesa.





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Profilo Autore: Climacus  

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Commenti  

Caterina Morabito*
# Caterina Morabito* 18-10-2015 18:04
Benvenuto nel Club Climacus e benvenuto sia il tuo angelo custode LAUVIAH ! Una preghiera la tua poesia. :-)
nabrunindu
# nabrunindu 18-10-2015 22:34
molto bella!

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