La notte ti leggo poesie.

Tu canti per me e balli

in punta di piedi.

Di giorno vieni, prendi

da me da fumare

e come se io non ci fossi ti siedi.

Di notte ti piace

che tolga la sabbia

dai tuoi piedi,

ma il giorno fai di me

un granello

che neppure vedi.

Quell’estate saresti potuta esser

una cantante o una ballerina.

O un’attrice da tanto eri bella.

Semplicemente non stavi più

seduta sui miei righi, ma

del cielo di un altro eri già la stella.

 

(Nella mia casa non ci sono fotografie e Nello stanzino delle cose vecchie da Ora che sta per

 morire quell’ostinato vecchio stanco.

Ragazza che non ho da Mamma dormiva, stanca di ago e filo nella sera

Vado a dormire da Corri da lei e amala, ma non amarla troppo

Hotel cielo stellato e La prima volta da Un nodo infondo alla gola come lo è a volte un ricordo

Al pianoforte da Un acquazzone improvviso annuncia di nuovo il sereno)

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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