Questa notte

non ho chiuso occhio,

del campanile ho udito

ogni suo rintocco.

La mente non ha concesso

riposo al corpo

affinchè fosse certa

che non fossi morto.

Per qualche momento, istanti

per ore, o solo un attimo non so

ho creduto di trovarmi

in un incubo di Poe:

che si tratti della nera

signora con la falce

o solo tomba di marmo

e terra, e calce

ho paura della morte.

Da quando la vita

mi ha dato te in moglie,

ma in bilico su queste dita

di una mano che posso solo

provare a stringere forte.

Forte almeno quanto

la paura per la morte.

Che si tratti dell’angelo

inviato dal Padre celeste,

o nell’ombra

tetra figura in sottoveste

ho paura della morte.

Da quando la vita

mi ha dato i miei figli,

ma in bilico su quelle stesse dita

di una mano che posso solo

continuare a stringere forte.

Almeno quanto cerca

di fare nell’ombra la morte.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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