C’è quel qualcosa
che non conosce barriere di tempo
Né sole né nubi
né il bello o il suo opposto
Quel qualcosa che stravolge e sconvolge
Annulla in un attimo tutto
Quel qualcosa
di cui ci chiediamo da sempre il perché
E ci trasforma nel vuoto
nel niente da cui venivamo
Lascia il pianto e momentanei ricordi
Non c’è mente o pensiero
che la sappia accettare o capire
Extrema ratio
la si può solo desiderare
quando svanisce la voglia di vita
D’origine è partenopea, ma da tanti anni vive in Sardegna,
è madre di grandi doti e abil cuoca
che di competente fama è degna
e quando ha i nipotini, con loro come una bimba gioca.
S’occupa ognor di loro da brava nonnetta:
Il suo nome è Anna, ma si fa chiamare Annetta.
Ha un grande cuore e se lo dico, potete credermi, son serio,
lei fa incantesimi, come fata, d’ogni sorta,
esaudisce di ogni suo caro il desiderio
e non lascia mai nessun fuor dalla porta.
Ella s’emoziona quando una figlia si sposa
e silenziosa è quando il suo Giovanni si riposa.
Eccezionale donna è e quando è stanca
il mordente per andare avanti mai le manca.
Il suo orgoglio d’esser nonna sfoggia
quando fa lor regali d’ogni foggia.
È proprio dolce al pari di una fata buona
chè quando talun ne ha bisogno lo consola.
Con grande sacrificio ogni singolo caro ella protegge
anche quando nella sua testa compare una nuvoletta,
son certo che quando sentirem che queste parole
legge
tutti noi grideremo al cielo “evviva nonna Annetta!”.
Un sibilo tra le onde del mare,
un sordo tonfo ed un urlo per chiamare
a raccolta l’equipaggio ad aiutare:
“L’ho preso!” disse il Capitan Giovanni,
“L’ho preso, lo aspettavo da anni!”.
Un tonno dalla stazza impressionante
fu a scaturire quell’orgoglio emozionante.
Per lunghi anni egli lo attese
tra spigole e orate che sempre prese.
Tanti anni a cavalcar quell’onde,
lo tennero quei pesci amici suoi,
che andaron a deliziare i banchetti poi,
di feste, sagre e baraonde.
Prima, Romolo fu il nome della sua bella imbarcazione,
ma come in ogni Regno ci fu una seconda incoronazione.
Il secondo Re dei mari fu così chiamato Romolo Uno
ed una nave così operosa non l’ebbe mai nessuno.
Dominò i mari per molti anni
ed il suo Comandante fu sempre l’instancabile Giovanni.
Quando poi decise di ritornar dai mari tutti sorprese,
ma egli non lasciò che per poco tempo,
perché a governar la campagna egli intraprese.
Fu così che ancor oggi tiene a galla la chiglia
di una più grande nave che si chiama Famiglia.
Quelle lettere
vibravano
nell'immagine di lei
dei suoi anni perduti
della sua malattia
compagna che rifletteva
nella camera
accompagnata
da insolite
frequenze
ignari
di sussurri
distesi
che si affacciavano
a un mondo
ammalato
di nostalgia
nel segreto
del suo stato
visitato
con eleganza
e comprensione
dalle cure
bevute
dando conforto
al parlare
nascosto
delle linee
lontane
sconosciute per sempre
Dedica a una donna, che ha saputo dare, un senso alla sua vita, nonostante la grave malattia, che si è abbattuta su di lei, quando era soltanto una ragazzina.
Eri uno svago
arrivavi a mezzanotte
ed io ti aspettavo
al mirare i binari
del tuo arrivo
nell'ascolto emozionato
nell'alito del vento
impronta di uno sguardo
cortese nei ritratti commossi
contenti dell'avvicinarsi
sedendoci vicini
e percepire l'entusiasmo
dei racconti che ignoravamo
in quel mare
che ci allontanava
Dedica a una persona, molto cara
Scavava il dovere
alla luce del primo mattino
il pensiero di ritrovarsi sola
senza quell'anima sposata
dopo lunga convivenza
dopo tante riflessioni
confidate apertamente
al suo orgoglio infastidito
a compiti mattinieri
che si protraevano sino alla cena
finchè non terminavano le ore
da riordinare
ricapitolando
per far quadrare i conti
della voce
discorsiva
nel tramestio dell'andazzo
serrato
nel cercare ristoro
sin dalle prime luci
dell'alba
Dedica
Sei stata una moglie fedele e paziente
Sei stata una madre ideale e presente
Sei stata una maestra di vita…per tutti
Ho asciugato la tua ultima lacrima
un’oceano di rabbia e disperazione per noi
Sei volata dritta in Paradiso
lasciando un mare di speranza
nel ricordo del tuo tenero sorriso
Invidio la pianura
che assiste le tue rughe
e le sorde rugiade
che si affacciano rosse
fra il silenzio e la tua ombra.
Mi appaga
il tuo paterno calore
che si spalanca quotidiano
ad ogni respiro.
Prima d'esserti lontana
ho chiuso tutto l'incenso del tuo amore
in uno sguardo di coraggio.
Mi basta
una nudità di fiume
ed un trionfo di flauti
per maturare la tua presenza
oltre confine.
Quello che mi resta è Montesanto
con le sue strade
con i suoi vicoli
con la sua cultura
con la sua nobile povertà.
Quel che ci resta è Montesanto
con le sue strade poco nobili
ma assetate di gloria, con le
sue scale mobili.
Col suo odore, le sue pizze,
ed i suoi giornali.
Quel che mi resta è Montesanto
Si è spenta quella passione
travolgente
le vittorie hanno perso
riccioli lunghi
semplici
sogno
profumo di vittoria
afferrata dal campione
allegro
sulla sua meta
abbandonata
all'ultima corsa
incitata
anche dalle mani
innamorate
che l'amarezza coprirono
nello schianto mortale
dell'ultimo respiro
Dedicata al povero Marco Simoncelli Di lui mi aveva colpito e molto, il suo
sorriso, la sua semplicità.
Io sognavo spazi sconfinati
il tuo amore
e un mio bacio
se sapessi nel passato
quanto ti ho amato
forse un piccolo bacio
me l’avresti dato
il sole illumina ancora
questa città
dove milioni di persone
non si conoscono
chissà che ne sarà
di me
in fondo io ti penso ancora.
La notte e il vento
mi portano malinconia
di te ho un ricordo dolcissimo
che tenerezza che emani
e anche se non ti conosco
riconosco che sei speciale.
La notte e il vento
mi portano tristezza nell’animo
ma sulla spiaggia
il sole asciuga ogni tristezza
e nostalgia.
La notte e il vento mi portano
nostalgia


