Lontano,
struggermi vorrei, esplodere
in un' infinità di atomi
come una creatura folle,
nei ritagli dello spazio,
sì, lontano da ogni
futile sguardo.
Ma poi,
un'energia mi riassembli
con la stessa forza
con cui sbocciano le gemme e
boccheggia la marina, risciacqua
e s'asciuga la terra bagnata
dal quel languido pianto.
Mi rigeneri questo informe
sole pallido.
Lontano
correre e correr forte
e rallentare a stento e fermarsi
barcollare stanca,
ebbra di pensieri.
Lontano,
oltre le fessure del bosco
di pini, uno sciame di luce infranto,
un bagliore ceseste, si distende
flebile, la mia anima nel manto.
Acoltare lo sbadiglio di un lago
che scioglie le sue membra
e sentire
sola
la mia essenza.

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