Ero tornato alla casa dell’infanzia

dove il tempo non era stato crudele

dove i ricordi vivevano senza chiedere

in cambio rancore o pentimento

ero tornato per riprendere quei brandelli

di passato che reclamavano però un loro spazio

negli angusti angoli alienati del presente

non era cambiata tanto quella casa

stava sempre sotto lo sguardo

di San Giovanni Evangelista

forse era cambiata un po’all’esterno

aveva mutato colore ed i suoi inquilini

si nascondevano dietro anonime tende

mentre dalle finestre non riecheggiava

più la voce di un bambino

ero tornato dove la vita era cominciata

niente era cambiato di quel luogo

nell’apparenza

i sogni ingialliti di un’epoca felice

riemergevano dal mare dell’inconscio

mentre la mente navigava

lontano nel suo sonno profondo

disperdendo la spensieratezza in irraggiungibili

contrade oniriche 

ero tornato alla casa dell’infanzia

i muri erano nuovi, asettici

i passeri non cinguettavano più

sui rami del giardino di fronte

diventato parte di un museo

ed il rumore di un pallone

non risuonava più nella calle

c’era solo un silenzio adulto

tutto era mutato svanito il sogno.

  

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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