Vago per le strade dell’utopia
circondata dal niente
ribellarsi non serve
amplificherebbe il vuoto
Salgo le scale del tormento
con le unghie affilate
graffio la vita
scorre sangue colorato di nero
Sulla cima cerco speranze di vetro
arrivano i sogni assassini
le coltellate non mi uccidono
i pochi pensieri rimasti mi proteggono
Mi lancio nel vuoto
sirene di Odissea memoria mi afferrano
e mi accompagnano al suolo impietosite
dal mio tormento
Allora mi inginocchio e prego
ad un Dio a cui non credo
scende il miracolo dell’alba…
Riesco a sopravvivere in questa follia quotidiana.

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