L' emozione è cieca,
eppure ha occhi splendidi.
Io sono una barca
in balìa delle sue correnti.
Perché non posso che essere
palpito e brivido.
O l'onda scossa e il suo fremito.
Potesse arrivarti
la bellezza di ascoltarti il petto.
Il cuore, per ultima cosa muscolo,
per prima ,puro battito.
Quando la morte ci attornia,
assedia e spegne,
sentire proprio lì la nascita,
il fiore aprirsi
sulla fragilità dei petali.
L'emozione è nuda,
splendidamente soltanto
pelle sottilissima.
Potesse giungerti
questo bacio sciolto nelle parole.
Potessimo insieme
abbandonare il gelo
dell'invernale rigidità,
per essere fulgore di fiamma.
Il fuoco cieco e vivo
che manca ad anime ghiacciate.
crepitava come un ciocco arso
che non si risolveva di morire.
Fedele riconobbe di soffrire
coi pugni di sale al cuore...
Quanti amori consumati
sotto il cielo azzurro d'erica.
Quanti amori sognati...
vendeva la libertà per un suo bacio.
Cosa volevi tu
da quel petalo
cercavi il suo sguardo
proteso altrove
reciderlo sarebbe significato
farlo morire
e lo hai lasciato li
austero tra le foglie
e ti parlava di vento
ti parlava di sole
girava le parole
affinché tu le ascoltassi
quanta meraviglia
in poche righe.
Il verde
il giallo
l’azzurro del cielo
appagato di stelle.
Sul pensiero medito mentre
Intrecci dei miei capelli si lasciano
Pigramente
Ammaliare dal
Vento.
Odo cio che non odo,
Le mie braccia distese sul prato.
Vedo formecoloriarcobaleni
Che incessantemente
Nella tela fluttuano.
Il mio volto disteso di lato sull'erba.
Tu solo,
Verdevero
Fresco e
Odoroso.
Noi in cerca di tesori, in vascelli e galeoni.
Noi che ci aggrappiamo a chimere per non affondare.
Noi sempre scontenti, ché nulla mai ci sa bastare.
Noi gabbiani in volo su spiagge e lidi.
Noi che simili a uccelli costruiamo nidi.
Noi che osserviamo il cielo, per capire fin dove possiamo arrivare.
Noi che guardiamo fin dove si riesce a guardare.
Noi che quando ci emozioniamo, le parole si bloccano in gola.
Noi che ci piace amar tanto...e non una volta sola.
Noi che ogni sera speriamo di ritornar domani
e lo facciamo tenendo giunte le mani.
Noi che quando invecchiamo, ci nascondiamo dietro le colline...come fa il sole.
Noi che quando piangiamo ci duole il cuore.
Noi che con gli occhi fotografiamo il mondo.
Noi che speriamo nell'amore più profondo.
Noi che conserviamo immagini negli album della memoria.
Noi che rinverdiamo coi ricordi qualche vecchia storia.
Noi che ci corichiamo quando il giorno va a dormire.
Noi che chiudiamo gli occhi più volte prima di morire.
Noi, che in balia di eventi che non possono mutare,
ci tuffiamo nella vita...e moriamo come le onde...nel mare.

Benvenuta estate bella e puntuale,


Son nata a Naracauli
la mia casa non c'è più
qualcuno l'ha distrutta.
Uomo, tempo e incuria
han spento tutto,
solo la miniera
nell'incanto vive
testimone di gioie
fatiche e sudori.
Cimeli d'un passato
giacciono in rovina
tra pietre frantumate.
La natura si ribella
prepotente rifiorisce
emanando i suoi profumi.
Son mentucce, lentischi
giunchi, ginestre,
euforbie e tamerici
a colorare ricordi
d'un infanzia lontana.
E quel mare testimone
di gioie e tragedie
di minatori e pescatori
continua a brontolare,
mostrando la sua forza
senza ragioni o torti
rotolando e accarezzando rena
dorata come il sole.
Modellate da un Dio scultore
son le dune che ho nel cuore,
trascinate dai maestrali
non soccombono agli strali
impietosi della vita,
mirando albe e tramonti
continuano a mutare
per i vivi e per i morti
come fossero risorti.
tenute troppo a lungo prigioniere
tra le pieghe delle vostre fantasie.
In fondo, rimuovevano magie
al solo scopo di destare sogni
o arcobaleni per amar colori.
E inoltre :
liberate le belle principesse
che ora v’affannate a far marcire
dentro i letarghi dei vostri cuori.
In fondo, giocavan con l’amore
al solo scopo di produrre sogni
o storie per rasserenare genti.
Così ho deciso!
sotto stridii di fringuelli.
Nell'aria profumi si aprono
al bosco sottostante,
profuma anche la pace.
Eterni movimenti di fronde tra le querce..
Percorsi tra le vie di un notturno
che presto arriverà
tra il cuore e la mente,
ma di questa calma mattutina
mi inebrio sino al cuore.
E poi svaniscono le nubi
ed emerge l'azzurro intenso del cielo
che accoglie lo sfavillio del sole,
respiri aria nuova,
e tutto ti avvolge nel giorno che avanza.
se resta immobile è per avaria
qual il destino che sempre s'opprime
non cerca rivalsa nello scolo della via.
A capire resta solo fango, forma informe
un bisogno irresistibile ad accovacciarsi.
E non sempre lamenta soddisfazione.
Dopo avermi distrutto
i miei tre cuori
un mare blu uscí,
“solo uno stupido morí”
pensassi tu nel lutto
“sto bene, bene ora muori”.
Dopo che le mie
braccia ti tesero in alto
e insieme ti diedero il salto,
ora tu cadi in mille bugie,
come in briciole il pane
son le mie lunghe in frane.
solo nel mare,
non riesco a parlare,
continuo a soffrire,
ma senza sentire.
Quelle come me le vedi piangere in silenzio per non disturbare
Quelle come me sanno regalare sorrisi senza chiedere nulla in cambio
Quelle come me amano senza risparmiarsi mai
Quelle come me guardano quel film piangendo come fontane sapendo le battute a memoria
Quelle come me si struggono in amori impossibili
Quelle come me sperano sempre che dopotutto domani e' un altro giorno e le cose cambieranno
Quelle come me hanno sogni e desideri nei cassetti. Ogni tanto li tirano fuori per abbracciarli ancora. Sperando che tutto si avveri
Quelle come me sono un po' matte. Viviamo di emozioni e abbiamo la convinzione che tutto andra' bene
Quelle come me ... e siamo tante
Sospirano davanti ad un messaggio d'amore
Magari tenuto li' da chissa' quanto tempo
Nell'attesa del suo ritorno
A tutte quelle come me
Un abbraccio di cuore
Non servivano le gambe
Camminavo anche per te,
le mani ferme non impedivano quelle
carezze guancia a guancia tra me e te,
all’inizio mi chiedevo come faccio?
poi ho imparato a sentirti in un abbraccio!
Hai stravolto completamente i sensi miei
Inutile averti detto mi basti così come sei,
soffrivi con dolori costanti ed io lo sapevo,
ma portarti in Svizzera per lasciarmi non lo volevo,
hai deciso di tornare quello che eri raggiungendo il paradiso
È stata dura salutarti regalandoti un sorriso,
volevo che restassi non sono riuscito a fartelo capire,
prevaleva su tutto la tua voglia di morte,
adesso sei libero e felice e chissà se lo sai,
che ti ho scolpito dentro al cuore
e non ti dimenticherò mai
Per qualcuno eri solo un paralitico,
per me eri tutto, unico,Mitico.












