Occhi che parlano,
quando le bocche tacciono.
Occhi complici che

lontani da occhi indiscreti...
si incontrano.
Sguardi che sbirciano

fra le pieghe
di un abito trasparente.
e spiano

dal buco di una serratura
Occhi profondi come oceani,
estesi ed immensi come praterie.

Sguardi che si accontentano
solo di guardarsi negli occhi.
Occhi grandi, piccoli,

occhi negli occhi.
Occhi azzurri come il cielo,
occhi che guardano

nello spacco di una gonna
e si intrufolano
curiosi fra le gambe.

Scuri come la notte
Verdi come i prati
Rossi di pianto

Sprezzanti
Pietosi
Piangenti
Sofferenti

Allegri, tristi,
compassionevoli,
appassionati,

innamorati.
Specchi in cui riflettersi.
Mari in cui tuffarsi.

Ruscelli in cui dissetarsi
Occhi che piangono per amore,
per rabbia, per odio.

Occhi umidi di gioia.
Occhi come specchi.
Occhi come laghi.

Occhi che si guardano negli occhi...
e occhi che fissando l'orizzonte...
guardano fin dove

lo sguardo può vedere...
fino dove il sole va a morire...
fin dove riescono a vedere:

più avanti... più in là...
ed oltre... fino alla fine,
fin dove lo sguardo arriva,
fin dove il buio lo spegne.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Come aeroplani di carta...
voliamo ogni giorno
intorno al tempo:

stropicciati dal vento,
sorretti dalla vita...
planiamo.

Talvolta, abbattuti
dalle avversità cadiamo.
Quando siamo felici,

voliamo in alto
e arriviamo
fino al settimo cielo.

Alla sera ci adagiamo
stanchi su morbide
nuvole bianche...

per poi tornare
a volare l'indomani...
al risveglio del sole.

Finché si potrà.
Finché la grandine
non ci abbatterà.

Finché il vento
ci sorreggerà...
voleremo.

Spinti da una
suprema mano,
sfrecceremo nei cieli.

Siamo fogli scritti
con le piume degli angeli,
immersi nei colorati

pastelli della vita.
Siamo fogli bianchi,
neri, di svariate tinte.

Spesso stropicciati,
dal tempo ingialliamo
come fiori appassiti.

Planiamo nel tempo:
finché si potrà,
fino a quando...

dalla clessidra della vita,
non sarà sceso
l'ultimo granellino di sabbia.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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In un angolo del mondo dimenticato e scuro,
un bimbo stringe il niente dietro un freddo muro.
Non conosce la gioia di un gioco o di un domani,
stringe soltanto il vuoto nelle sue piccole mani.
Il sole brucia forte sopra la terra arsa,
per lui la fanciullezza è una speranza persa.
La pancia grida aiuto in un silenzio atroce,
ma intorno non c'è risposta, nessuno gli da voce.
Gli occhi son grandi e stanchi, specchio di un gran dolore,
scende la notte senza trovare un cuore.
Le mosche sul suo viso non le scaccia neanche più,
mentre il destino infame lo spinge sempre più giù.
Sogna un pezzo di pane, un goccio d'acqua chiara,
mentre la terra intorno si fa ogni giorno amara.
Nessun vestito, la pelle è impolverata,
la sua infanzia innocente è già stata spezzata.
Muore così un sorriso prima ancora di nascere,
lasciando nell'anima un pianto crescere.
Sono sguardi spenti nel vuoto del mattino,
abbandonati per sempre, al proprio destino. 
E mentre noi guardiamo senza vedere il fondo,
si spegne un'altra vita ai margini del mondo.
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Profilo Autore: Il felino  

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Un implicito riferimento, ma in tutt’altro contesto, a “La luna e i falò” di Cesare Pavese, suicida nel 1950, che nei miei giovanili anni ’60 era un mito, non solo letterario.



Non sol gravò lo studio su quegli anni
ché li alleviò una ludica allegria,
liceali in festosa compagnia
che aiutava ad eludere gli affanni.

Recando il mangiadischi o la chitarra
ricordo scampagnate in bicicletta,
qualcuno con la Vespa o la Lambretta,
fino al tramonto insieme a far gazzarra,

e ancora più talor ci attardavamo
al chiar di luna attorno a un falò ardente
e in nostro cuor, ciascun segretamente,
sogni e speranze e amori nutrivamo

quali fulgenti auspìci nella notte.
Ma giunse presto il tempo degli addii
e ognun di noi secondo i suoi desii
al buio s’imbarcò per le sue rotte.

Metafore di vita quei falò
or forse fuochi fatui diventati
di chi i suoi sogni vide irrealizzati
o già sull’altra sponda se ne andò,

ché inesorabilmente, or uno or una,
cala d’allor la compagnia spavalda
Quel ch’era fiamma in cenere si sfalda,
si spengono i falò, resta la luna.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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C'è una sedia rimasta sul balcone
Che guarda il tramonto Senza nessuno.
La casa si riempie del tuo nome,
ma risponde soltanto il muro.

Cercare una mano nella notte 
e trovare soltanto il cuscino,
scoprire le strade interrotte
di un passo che era vicino.

La solitudine adesso ha il tuo volto,
ha il suono di un passaggio che manca.
È tutto il vuoto che ho accolto 
in questa stanza che si stanca.
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Profilo Autore: Franca Lazzaro  

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Mani giovani,
inesperte forse,
universale arcobaleno
tra sfumature sfuggenti,
sottile ricerca
in colorate linee
di fuga.
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Profilo Autore: Giulio Terzaghi  

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Un bancone di legno,
un gioco di sguardi,
la scusa più folle,
mentre si cercan parole.
Lui si siede vicino,
ma lei ha già scritto
un altro destino.
Un fuoco cresce,
accende gli sguardi.
La mano fulminea,
audace e sicura,
scivola giù,
oltre ogni paura.
Una barriera sottile,
rende ogni tocco
più denso e febbrile.
La pressione è decisa,
ritmica e lenta,
mentre il respiro di lui
si frammenta.
Poi lei si china,
tra l'ombra e il calore,
per donargli il soffio del cuore.
Non vi è dolore,
ma un gioco sottile
che rende la carne
più fragile e viva.
Guarda solo me,
sussurra nel buio,
nessun controllo,
soltanto il dono
d'un battito d'ali
che spezza ogni suono.
Il ritmo accelera,
il tempo scompare,
resta soltanto
il dolce piacere
di un languido fremito
nel buio d'un soffio rubato.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sotto la coltre opaca,
un profilo d'anca scotta,
raccogliendo blues
con dita bagnate di brividi,
tacendo una bocca disfatta.
Le sue curve sono di smalto,
mentre la carne si tende
al ritmo dell'urto.
Un contralto di fiati
affonda nell'oscuro bacino,
bagnato e profondo,
un geyser di pelle,
tracciato sulle sponde
di un'eco rauca del corpo
che s'inarca al suo volere.
Urla di piacere
si riversano nel cielo plumbeo.
Respiri corti, dissonanti,
contano gli istanti prima
che tutto possa finire.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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​La tua sagoma si fonde
in un buco nero,
graffiando percorsi interrotti,
grovigli di desiderio
che si attorcigliano senza fine.
Il calore sale,
una colata divora il grigio,
macchiando il lino
con una febbre senza nome.
Un turbine di note,
un sax che urla
nel silenzio della stanza.
Un'armonia dissonante
vibra sul marciapiede.
Tutto il resto,
è solo rumore di fondo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La notte cola,
morde la pelle,
tagliando l'aria
col desiderio.
​Il cuore vive
tra le mani di una donna,
dentro il cerchio
delle braccia.
​Un'attesa tesa
spinge in alto la fame.
Il fiato brucia.
​Un attimo
resta sospeso,
bagnato
tra le gambe,
sopra la testa.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Un gabbiano a strisce
urla sulla carta.
​Due sassi neri.
Fari bucano la notte.
Bum.
​Occhi che ti mangiano.
Fissi.
Nel bianco sporco.
​Naso.
Una linea sola.
Sospesa.
Verticale.
Senza peso.
​Poi.
Lo strappo.
Rosso.
​La bocca grida.
Un accento forte
in un mondo di silenzi.
Cuore battente.
​Capelli.
Neri.
Vortici di carbone.
​Il viso si muove.
Scomposto.
Un occhio qui.
L'altro.
Lì.
​Una sinfonia di tratti.
Veloci.
Istinto.
​Fisso per sempre.
In un secondo.
​L'amore.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Appoggiata su di uno specchio

Di legni e profumi

Una barca come carezza

Insenature colorate

Da dolce brezza

Ondulando in un massaggio

Il rifrangere del sole

Luci messaggio

E non sentir calore

Sopraffatto dal rumore del cuore

E non vedere il sole

Accecato dallo stupore

Pezzi di pane sull’acqua e far felici

Piccoli pesci come alici

Voci si avvicinano vibrando nell’estasi goduta

Tuffatori inesperti di un'altra vita vissuta

Riemergono immagini come fiori sbocciati

Mi allontano lentamente

Respirando la bellezza

Dei momenti goduti

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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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​Sull'onda,
non resta il fiato.
Danzare sul ciglio,
abbracciare il peccato,
una brezza umida
cola di traverso
sulle note scure,
dove si cela l'inganno.
​Ombre di donne,
corpi celesti,
attraversano invisibili
palazzi umidi;
un contrabbasso batte
tra le fondamenta
del cuore screziato
da un'infinità di luci.
​Nessuno cambia,
nessuno torna indietro;
tutti volano lontano
dalla pace della salvezza.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
​Linea blu.
Donna solare.
Stretta,
sul marciapiede,
in croce.
​Sopra una nave.
Il fiume vola,
si ferma:
mille uccelli,
cinguettano.
Alba.
Fino alla notte.
​Stelle,
dormono
sotto coperte.
Pensando al fragore,
al rumore.
​Mille pensieri,
in mezzo alla gente.
Dentro una donna,
sopra il suo ventre.
​Silenzio,
dopo il tuono.
Il colore riposa.
Basta.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Riflessi di corallo,
un movimento legato
Spezzato
Caviglie che rubano
Il fiato.
Lasciando
Umide impronte
Al vuoto,
un assolo di carne
Mentre l'aria vibra
satura di umori.
​Senza spartito,
Il tempo è respiro,
Quel brillio d’argento
che segna il ritmo,
Nel buio dell’unico istante
Dove la cenere
Riesce a godere
Come una fontana.
Nel cielo il fruscio
Di un uomo in orbita.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 664 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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