"...Avrei voluto lasciarti sul palmo della mano la pietra bianca trovata al molo 7,
quando finimmo, senza che le gocce di pioggia ancora ci toccassero, di parlare e per non parlare più.
Lasciai il tempo agli sguardi di individuare l'unico gabbiano che, fluttuante nell'aria gelida di novembre,
si dirigeva e si cullava verso quella nuvola che tra il bianco ancora dell'estate e il grigio del naturale autunno,
oramai singhiozzava di neve e di disperato appello al sole.
Non vorrei, disse lei, portarmi nelle tasche il tuo ricordo,
non vorrei che tu fossi uno specchio dei miei occhi, non voglio che tu sia più!
Rimani accanto al malessere della tua assenza,
rinfrancalo e dagli sapore di sale e mare.
Ma con quale cuore io posso ancora vivere e morire?
Con quale cuore, disse lei!
Lui non si mosse, respirava una volta ogni due volte e chiuse l'orizzonte davanti a sè,
rialzo il sipario se non quando voltando lo sguardo per guardare le sue scarpe lise, le disse:
- Il mare che vedi è inesorabile nel mio cuore, tu l'unica barca a vela che calmerà la mia tempesta...".

Commenti
come salvezza a cui non si vuol rinunciare. Apprezzata un saluto!
Molto desrittivo, dipinto con parole tra il verso ed il racconto ed è un incontro per me riuscitissimo.
Moooooolto piaciuta ( non mi deludi mai eh?)
Carla
Intensa... !!!