Sonnolenta e malinconica sera d'estate, dove l'afa veniva mitigata da una leggera brezza, che arrivava dal mare, rinfrescando l'aria nella terrazza che mi ospitava.
Frastornato, ero uscito dalla sala, stanco di ascoltare la musica che un'orchestrina suonava per gli ospiti, rimasti a ballare.
Mi sedetti sul dondolo seminascosto, per gustare la quiete di quella serena serata. Immerso nei miei pensieri e nei miei sogni ascoltavo il rumore delle onde del mare, quando all'improvviso, alle mie spalle, udii una dolce voce femminile: "Che fai qui, tutto solo?" Mi voltai verso la sconosciuta che, nel frattempo, si era avvicinata, pertanto mi alzai per presentarmi e invitarla a farmi compagnia.
Cullati dal dondolo, iniziammo a raccontarci, intanto che non le toglievo gli occhi di dosso.
Era molto bella, non molto alta, ma ben proporzionata; l'abbronzatura era color ambra dorata ed i suoi occhi nerissimi spiccavano, come due perle rare, sul viso, completando lo splendore della sua bellezza, uniti ai capelli lunghi corvini e setosi.
Mi sentii chiederle se fosse una fata ed ella mi fece un sorriso, forse gratificata.
Il magnetismo che mi trasmetteva, lo percepiva, per il desiderio di lei che traspariva ed il mio controllo, piano piano, mi stava sfuggendo di mano.
Con sapiente maestria e malizia, si avvicinò, fino ad alitare le proprie parole quasi sulla mia bocca.
Ci perdemmo in un lungo bacio, dopodiché salimmo nella sua stanza, decisi a vivere una notte d'amore. Come arrivammo, fece scivolare dal suo corpo la leggera veste color turchese.
Pareva la dea dell'amore, nuda, con solamente addosso il sottile perizoma bianco.
I miei occhi, frastornati per quello che la vita mi stava donando, si stavano riempiendo di lei che si avvicinò come una gattina maliziosa, il suo turgido seno mi sfiorava, mentre mi sussurrava: "Lascia fare a me, ti voglio spogliare".
Iniziò a sbottonarmi la camicia, mentre, immobile, la lasciavo fare, percepivo le sue agili dita correre per la mia pelle, quasi a volermi graffiare.
L'eccitazione saliva, come una tempesta in mare.
In sua balia, iniziò, con me, a giocare, mostrando di saper usare tutte le arti amatorie. Sul letto, con crescente passione, ci lasciammo cadere e, tra carezze e voluttuosi baci, ci cominciammo a dimenare.
La baciai sulle labbra e sul collo, mordicchiandole i lobi delle orecchie, per poi scendere giù, accarezzando la sua morbida pelle, fino ai suoi seni, dove i capezzoli iniziai a bramare, intanto a non fermarmi mi invitava. Sempre di più il suo corpo volevo esplorare, arrivando così al regno dell'amore.
Il suo corpo eccitato rivelava il fervore ed in gemiti, si lasciava andare, mentre con la lingua continuavo a giocare, per portarla all'apice del godere. Mi chiese: "Entra in me, non resisto, mi sembra d'impazzire, ti voglio da morire.
Ti voglio cavalcare", intanto che, sopra di me, si volle sistemare, per meglio dettare i tempi del piacere, che ci condussero, stremati, fino al mattino.
Da quella notte, non l'ho più rivista, ma ciò che è rimasto in me è la consapevolezza di aver amato una dea o una fata.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Commenti  

Cristina Biga
+1 # Cristina Biga 31-08-2017 16:48
Un racconto pieno di passione, erotismo diffuso con foga ma elegante nel rispetto di una donna bellissima,
che forse poteva essere forse davvero una fata chissà o forse un sogno meraviglioso .... mi è piaciuto molto,
sai far vivere ottimamente le scene che descrivi, sai appassionare il lettore .... bravo, bravo, bravo ... Un caro saluto!!!
Horion Enky
+1 # Horion Enky 01-09-2017 10:01
Buongiorno Cristina, ti ringrazio infinitamente, ricambio il saluto.
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 04-09-2017 19:07
La passione fa parte di te, naviga nel tuo D.N.A. bravissimo ciao.
Horion Enky
+1 # Horion Enky 04-09-2017 21:33
Ciao Silvana, grazie infinite, sei molto gentile.

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