Dove si va,capitano?
Non lo so, qui non si può stare. Se rimanessimo ancora per qualche mese rischieremmo che questo luogo ci diventi famigliare e che,anche senza volerlo, la consuetudine e la morale di questa gente ci si attacchi addosso intaccando i nostri spiriti puri.
In ragione di ciò domani leveremo l'accampamento e ce ne andremo,ancora una volta.
La cosiddetta "civiltà" non è posto per noi che diamo ancora ascolto al complesso linguaggio dell'essere,al al verbo delle passioni ed al lessico dell'esperienza.
Si riposi,perché domani ci aspetta un lungo viaggio!
Perdoni la mia impertinenza, ma la prego di capirmi. Dove si va di preciso?
Domani mattina ci muoveremo verso est, ad Oriente. Percorreremo la via della seta ed andremo a scoprire le bellezze della Cina. Scenderemo a Sud,verso il Tibet, ad osservare le montagne che dall'alto delle loro vette,ogni sera,osservano il mondo intero prendere sonno. Giungeremo al monastero Jokhang ed interpelleremo i saggi per riuscire a carpire i segreti che regolano la pace interiore per poi partire alla volta della terra dei canguri o, perché no? Potremmo raggiungere l'Africa, madre di tutti noi, per lasciarci incantare dalla maestosa solennità del Kilimangiaro che si erge fra la distesa sconfinata di terre brulle calpestate da mandrie di bisonti ed elefanti che sempre l'hanno lasciata intatta.
Nulla è cambiato, è rimasta sempre così. Forse è ciò che più apprezzo,ciò che mi fa impazzire di lei: la sua bellezza così naturale e ruvida,senza fronzoli,che sa mostrarsi a te senza il bisogno di alcun trucco o maschera.
Quando il caldo equatoriale ci avrà seccato la gola raggiungeremo quella landa di terra che ,da questa,è stata strappata dai moti convettivi e la ripercorreremo dalla terra dei fuochi fino al canale di Panama. Passeremo per il Messico e attraverseremo gli Stati Uniti d'America,terra d'approdo di migliaia e migliaia di disperati che lì hanno cercato fortuna accecati dalle comodità che una nazione in continua espansione offriva. Il progressivo accrescimento dell'economia americana ha portato all'allungamento dei tentacoli della piovra che cinge gran parte della nostra civiltà. Sono stati in grado di farci divenire schiavi delle cose più inutili! Una società economica così selvaggia ha fatto crescere in noi un attaccamento innato nei confronti dei beni materiali ma, soprattutto, nei confronti del Dio Denaro che è l'unica Divinità ad occupare l'altarino di questa nuova becera confessione. Perciò,amico mio,ti armerai di tappi di cera per tapparti le orecchie e non sentire i suadenti magnificat di questo credo che,allo stesso modo delle sirene al largo della penisola di Sorrento, cercherà di sedurti.
Quindi procederemo dritti oltrepassando il Canada,senza neppure una sosta,per assicurarci che tu non possa udire i canti suadenti di Partenope.
Saremo al polo Nord a notte fonda per garantirci il posto in prima fila allo spettacolo delle aurore boreali che con i loro bagliori illuminano il cielo solitario del circolo polare artico.
Ci accamperemo fra i ghiacci e udiremo quel silenzio solenne,vero ed autentico rumore del mondo.
Non lo so, qui non si può stare. Se rimanessimo ancora per qualche mese rischieremmo che questo luogo ci diventi famigliare e che,anche senza volerlo, la consuetudine e la morale di questa gente ci si attacchi addosso intaccando i nostri spiriti puri.
In ragione di ciò domani leveremo l'accampamento e ce ne andremo,ancora una volta.
La cosiddetta "civiltà" non è posto per noi che diamo ancora ascolto al complesso linguaggio dell'essere,al al verbo delle passioni ed al lessico dell'esperienza.
Si riposi,perché domani ci aspetta un lungo viaggio!
Perdoni la mia impertinenza, ma la prego di capirmi. Dove si va di preciso?
Domani mattina ci muoveremo verso est, ad Oriente. Percorreremo la via della seta ed andremo a scoprire le bellezze della Cina. Scenderemo a Sud,verso il Tibet, ad osservare le montagne che dall'alto delle loro vette,ogni sera,osservano il mondo intero prendere sonno. Giungeremo al monastero Jokhang ed interpelleremo i saggi per riuscire a carpire i segreti che regolano la pace interiore per poi partire alla volta della terra dei canguri o, perché no? Potremmo raggiungere l'Africa, madre di tutti noi, per lasciarci incantare dalla maestosa solennità del Kilimangiaro che si erge fra la distesa sconfinata di terre brulle calpestate da mandrie di bisonti ed elefanti che sempre l'hanno lasciata intatta.
Nulla è cambiato, è rimasta sempre così. Forse è ciò che più apprezzo,ciò che mi fa impazzire di lei: la sua bellezza così naturale e ruvida,senza fronzoli,che sa mostrarsi a te senza il bisogno di alcun trucco o maschera.
Quando il caldo equatoriale ci avrà seccato la gola raggiungeremo quella landa di terra che ,da questa,è stata strappata dai moti convettivi e la ripercorreremo dalla terra dei fuochi fino al canale di Panama. Passeremo per il Messico e attraverseremo gli Stati Uniti d'America,terra d'approdo di migliaia e migliaia di disperati che lì hanno cercato fortuna accecati dalle comodità che una nazione in continua espansione offriva. Il progressivo accrescimento dell'economia americana ha portato all'allungamento dei tentacoli della piovra che cinge gran parte della nostra civiltà. Sono stati in grado di farci divenire schiavi delle cose più inutili! Una società economica così selvaggia ha fatto crescere in noi un attaccamento innato nei confronti dei beni materiali ma, soprattutto, nei confronti del Dio Denaro che è l'unica Divinità ad occupare l'altarino di questa nuova becera confessione. Perciò,amico mio,ti armerai di tappi di cera per tapparti le orecchie e non sentire i suadenti magnificat di questo credo che,allo stesso modo delle sirene al largo della penisola di Sorrento, cercherà di sedurti.
Quindi procederemo dritti oltrepassando il Canada,senza neppure una sosta,per assicurarci che tu non possa udire i canti suadenti di Partenope.
Saremo al polo Nord a notte fonda per garantirci il posto in prima fila allo spettacolo delle aurore boreali che con i loro bagliori illuminano il cielo solitario del circolo polare artico.
Ci accamperemo fra i ghiacci e udiremo quel silenzio solenne,vero ed autentico rumore del mondo.
