Era giunto maggio, l’aria fresca dell’inoltrata primavera accompagnava le passeggiate di noi amici alla scoperta di strade, parchi e monumenti della nostra città; infatti, anche per chi come noi vi era cresciuto, Napoli nascondeva ancora degli angoli inesplorati, dove magari eravamo passati solo velocemente oppure dove non eravamo tuttora stati.
Tra i suoi più antichi vicoli, la città ci abbracciava con i caldi raggi del sole che da sempre la contraddistingueva. Ogni sua viuzza, ogni suo edificio ci raccontava episodi della sua milionaria storia. In fondo era essa stessa un vero e proprio museo a cielo aperto al quale spesso non si dava la giusta attenzione.
Tra i tanti itinerari da percorrere per esplorare nuovi luoghi, scegliemmo quello che da Piazza Dante, dominata dalla statua dedicata al Sommo Vate, ci permetteva di sbirciare tra i libri d’ogni genere e d’ogni dove portandoci alla rinomata Port’Alba che per la sua mole e la sua architettura era da sempre considerata una delle porte seicentesche più belle d'Europa. Essa, ricca di famose librerie, ma anche di bancarelle dove nutrire la nostra cultura letteraria spendendo cifre più modiche, ci conduceva nella vicina Piazza Bellini dove si potevano ammirare i resti di alcune mura greche circondati da antichi palazzi. La bellezza e l’eleganza di questa piazza che di giorno ci aveva incantati, la sera si trasformava e diventava popolata da una scatenata movida.
Fu proprio durante una delle serate di baldoria in uno dei classici baretti di Piazza Bellini che, ad un certo punto da un tavolino, si alzò su di una sedia un uomo.
Capelli brizzolati, viso perfettamente rasato, alto poco più di un metro e settanta, secondo alcuni tra i sessanta e i settant’anni, vestito però in modo casual con jeans in cotone con quattro tasche, camicia in fantasia a righe bianche e azzurre, sneakers in tessuto blu e orologio con cassa in alloy 42 movimento eta quadrante stampato popart.
Col suo bicchierino ben impugnato esordì:《Tra un cicchetto e l’altro vi racconterò d’una storia che pochi sanno: quella della strega Maria la rossa e dell’amor suo ambientata proprio nei pressi di Port’Alba a pochissimi passi da qui chiamata dal popolo dell’epoca “Porta sciuscella" grazie alle piante che si trovavano nel giardino del vicino convento di San Sebastiano. “Sciuscella" nella lingua napoletana è il carrubo, pianta usata spesso per sfamare i cavalli delle scuderie che si trovavano nei pressi.》
Le persone presenti credettero che fosse lo scherzo di un ubriaco perciò iniziarono a ridere all’impazzata. Ma quando il proprietario del bar confermò l’esistenza della storia, tutti tacquero, invitando l’uomo a raccontarla.
E così iniziò.
《Viveva a Napoli, tanti anni fa, all’interno delle mura cittadine, una ragazza molto bella che chiamavano Maria la rossa, per il colore dei suoi capelli, che amava essendo ricambiata un ragazzo di nome Michele, il quale però abitava al di fuori delle mura in modo che i due innamorati non si erano mai potuti abbracciare: grande felicità fu quindi per essi quando aprirono Port’Alba, che il popolo aveva denominato “Sciuscella” per le piante che c'erano nel vicino giardino perché adesso potevano vedersi tutti i giorni. Tuttavia, ogni volta che tentavano di oltrepassare la porta, una forza sovrannaturale glielo impediva, una forza cui non sapevano dare spiegazione, come se si trattasse di una maledizione. Dopo un certo numero di giornate si arresero, continuando però ad amarsi attraverso le mura. Maria cominciò a trascurarsi: non mangiava al punto da diventare pelle ed ossa, gli occhi infossati, intenta solo a leggere e studiare libri di magia cercando il modo di rompere l’orrenda maledizione in cui credette sempre più. La gente, venuta a sapere delle sue ricerche, iniziò a pensare che fosse una strega e allora la rinchiuse in una gabbia appesa proprio sotto l’arco di Port’Alba, finché la donna morì di fame e di sete. Il fantasma di Maria la rossa però è rimasto lì e molte persone raccontano che una volta scesa la notte l’hanno visto in Piazza, per incontrare il suo innamorato.》
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Veronica Bruno*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 13-04-2021

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

poesie profonde*
# poesie profonde* 16-05-2021 13:05
Una bellissima storia davvero magica. Complimenti
Veronica Bruno*
# Veronica Bruno* 16-05-2021 22:51
Se pur con un pizzico di magia, c'è un fondo di verità riguardante l'amore che supera ogni limite...Grazie , gentilissima. Un caro saluto :-)

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.