Odio l’alba ingenua
e sfogliar margherite
baciare serpi
sfoltendo rimpianti
Disprezzo le stelle
sono scheletri nel buio
anime dal cuore niveo
che traforano l’imbrunire
Disdegno l’oceano
dove balla la solitudine
in cantici ignorati
e cintati lontano dal battito
Mi situo in letargo
per destarmi a carnevale
tra maschere, sussulti e risate
e muoia spleen per un dì

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