Preme la folla
lungo vie e giardini
fremono le chitarre.
Si scuote la notte sivigliana,
assimila esaltata fumi d'incenso e fragranze di zagare.
Scorre fra alte sponde e storia
il Guadalquivir letto alle stelle
e cupo eccheggia il tamburo che sprona
gli incappucciati lungo angusti vicoli,
battendo il ritmo a celate fatiche
per innalzare il Cristo e la Sua Croce.
Rabbrividiscono guizzi di fiaccole
e donne lamentano il divino sacrificio.
Tornano in vita tempo lontani e cupi,
esorcizzano la miscredenza della cività.
Rimane, nelle vie fattesi deserte una scia d'incenso
stordente la placata folla che esausta dirada.
La notte tornata sovrana include
nel ritrovato silenzio
l'antico rito
della Semana Santa.
lungo vie e giardini
fremono le chitarre.
Si scuote la notte sivigliana,
assimila esaltata fumi d'incenso e fragranze di zagare.
Scorre fra alte sponde e storia
il Guadalquivir letto alle stelle
e cupo eccheggia il tamburo che sprona
gli incappucciati lungo angusti vicoli,
battendo il ritmo a celate fatiche
per innalzare il Cristo e la Sua Croce.
Rabbrividiscono guizzi di fiaccole
e donne lamentano il divino sacrificio.
Tornano in vita tempo lontani e cupi,
esorcizzano la miscredenza della cività.
Rimane, nelle vie fattesi deserte una scia d'incenso
stordente la placata folla che esausta dirada.
La notte tornata sovrana include
nel ritrovato silenzio
l'antico rito
della Semana Santa.

Commenti