C'era sempre un pallone a rimbalzare
e qualcuno che si rincorreva.
"Io tocco ferro e non mi puoi pigliare" .
Cerchi col gesso, atlante sull'asfalto
il mondo chiama e tu devi accettare.
I gradini come palco o banchi
"Indovina indovinello, chi sarà?".
E chi sbagliava faceva penitenza:
quattro giri intorno al fontanone
che chiudeva lo spazio consentito
ed apriva le porte ai nostri sogni.
La conta eleggeva la regina del castello
e ogni tanto una mamma alla finestra
sorrideva per i passi da gigante.
Poi, trepidanti dietro ad un portone
speravamo nella liberazione
"Tana liberatutti!"... e tutti a casa.
e qualcuno che si rincorreva.
"Io tocco ferro e non mi puoi pigliare" .
Cerchi col gesso, atlante sull'asfalto
il mondo chiama e tu devi accettare.
I gradini come palco o banchi
"Indovina indovinello, chi sarà?".
E chi sbagliava faceva penitenza:
quattro giri intorno al fontanone
che chiudeva lo spazio consentito
ed apriva le porte ai nostri sogni.
La conta eleggeva la regina del castello
e ogni tanto una mamma alla finestra
sorrideva per i passi da gigante.
Poi, trepidanti dietro ad un portone
speravamo nella liberazione
"Tana liberatutti!"... e tutti a casa.
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