Agitando appena l’azzurro

il corpo si disfa del corpo

Sviene, nel vestire

l’irragionevole tempo


ma del dolore perduto

riprende uno sboccio

solitario, pungente

nel refolo giallo di una foglia

e la sua ampiezza ballerina
Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Sono tornato indietro

ai tuoi sorrisi,

al tempo dei baci,

allo sfrego dei corpi.

Non ho più mortificato

la libertà d’amare,

la stranezza della vita.

Tra nuovi amori

sono autunno intorno,

mite ed evocativo,

protagonista di passioni

nel mondo invisibile

sognato e sbandato.

I miei racconti

cesellano i ricordi,

sonnolenti e umani,

io non più distratto

da quello che avveniva
Profilo Autore: Libero  

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Non sbiadisce il vigneto,
che fertile, emana profumo di vita
e grandi ceste riempie
di ebbrezza e di saggezza.

Di sguardi,  che ormai stanchi
e senza incanto
scrutano le fitte nebbie,
imperatrici di nostalgia
e arrampicanti malinconie.

Autunno…
di struggenti nature morte Caravaggesche,
e il vino di Dioniso,
che ancora induce
alla perduta leggerezza.

Profumo del creato,
che ora ama addormentarsi,
per sognare i giorni antichi,
di foglie ancora verdi
e speranze senza fine.
Profilo Autore: Hera  

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Salve melograno dal triste sorriso

che adorni il cortile baciato dal vento

non so se pensarti un eterno scontento

oppure attaccato ad un ramo indeciso,


l’alloro ti guarda dall’alto glorioso

di memori fasti e sonanti corone

d’antichi poeti che in una canzone

han fatto la storia del tempo gioioso,       


il fico in disparte ha ceduto i suoi frutti

inutili ai piedi del tronco nodoso

 e versa una lacrima triste e pensoso

ai giorni che i rami li avevano tutti;                            


le foglie ingiallite si lasciano andare

al soffio leggero di un vento serale

e cadono a terra con una spirale

di brezza nostalgica dolce cullare,


il magico autunno dai mille colori

accoglie i profumi degli alberi spogli

dei loro ricordi di antichi germogli

di loro memorie fatiche e dolori.  2 premio

Profilo Autore: nabrunindu  

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La felicità
non è un'illusione
perchè ci sono attimi
in cui essa mi sfiora
e si allunga leggera
tra i miei pensieri.
Tuttavia
ho dissanguato attesa
sulle scale del tempo...
E' come un Tango Flamenco
questo Addio
mascherato di silenzio.
Profilo Autore: alec18marzo  

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Il rumorio delle foglie martiri
dell'autunno che avanza
calpestate da mille passi
diffondono nell'aria profumi arcani
La nebbia leggera sale
dalla terra umida
per le lacrime di pioggia
di nuvole stanche
Il creato si veste di macchie
dai toni di ocra, di rossi sfumati
natura morta di un eminente pittore
Vibra nell'aria musica dolce
di note sfuggite
ad un pentagramma virtuale
Insieme di fenomeni sublimi
fan battere il mio cuore stracciato
di nuova passione,
mi lascio scivolare nell'abbraccio
dell'autunno, romantico amante
Il corpo prestante, mi avvolge
ed è amore, passione,
orgasmo di colori, suoni e profumi
violentata ed amata
divento fata dei boschi
Sentore di muschi, funghi e castagne
è magia d'autunno
Profilo Autore: Cristina Biga  

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Cammino nel silenzio
solo il rumore delle foglie ingiallite
cadute dalle quercie e frantumate dai miei passi
la melodia del silenzio
e i suoni della natura mi cullano l'anima
dove i pensieri li porta via come ali di farfalla
Sotto un cielo pallido volteggiano nel vento variopinte  di foglie
opaca è la luce del sole dove preludia la pioggia
dell'estate che muore
in questo posto incantato da una musica soave del ruscello
 lascia il segno nel cuore
Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Il profumo dell'autunno lo percepisci
annusando l'aria fresca del mattino
nella rinnovata contemplazione della natura trascolorante
nei suoi misteriosi silenzi
nei suoi tersi e magici tramonti
nell'interpretazione esaltante di una celebre musica vivaldiana ad esso dedicata
nel contatto pervicace con l'elemento primordiale dell'acqua
nelle sue foglie morte ma così utili al bosco
tempo in cui la dolce uva è regina
in cui si va piacevolmente per funghi o per castagne
tempo intermedio, di trapasso
il Santo Natale è alle porte
tempo di raccoglimento.
Profilo Autore: Emilio Rega  

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Immagine di mele raccolte per terra,
immenso giardino con alberi in fila
e cesti col odore di fieno che portano falce -
un ombra dietro l'albero di prugne che ride;

Appena mi festeggiassero e mi sentivo sola
come un bambino lasciato orfano nella stoppia
che stava cercando nel solco lungo, straziante
un conforto, una buona parola
e le labbra che sussurrano tenerezza.

Piangevo vedendo ogni autunno
come sola al mondo mi lasciavano
e seguivo l'auto lunga, luccicante
che indifferente li portava via in un istante!

Avevo solo il noce col ramo di pietra
che nido e conforto mi offriva -
consultavo la foglia la quale
sulla terra il sonno era andata a cercare.

E ogni autunno era inverno
perché amici d'anima cercavo
avevo nel cortile quell'angolo dove
mi rifugiavo, dagli occhi cattivi, lontana;
un solo amico mi parlava in notte anche
e mi portava con lui per rive del sogno
era un libro vecchio, abbagliante
raccoltato dai scaffali polverosi, grigi,
in fila chiusa.

Ma l'autunno odorava col sapore di vino,
e castagne, e uva, e noci, e sole
che riscaldava più sobrio, calmo
lasciandomi ancora dormire nel grande albero di noce
che avvolgeva mio corpo di bambino frettoloso
di crescere e di volare.
Profilo Autore: daniela marculet  

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Da folate frustata, da molti ferita
dominante la valle
non abbandona il suo posto
scaccia con forza l'inverno tumultuoso
facendo da rifugio, al perduto
al pellegrino per caso

Sferzata da temporali
in primavera sempre fiorita
scompigliata da mandrie affamate
rimane al suo posto
per dar loro ristoro
far gioire qualche cercatore
per il cucinare, del nero oro

Nell'estate torrida e divampante
non si muove
accettando il bruciare
il fuoco di qualche campeggiatore
di frodo, qualche cacciatore
il fresco miraggio, di un rigagnolo suonatore

Sui prati ormai gialli e bruni, si cambia i capelli
prima folti verdi, al variar della luce
ora grigi, scuri, non più belli

L'autunno la pettina, con il suo agitare
la prepara
al suo umido proseguire
al letargo del luogo
al lento cambiare

La collina dai nuovi colori
rallegra il vedere
da una finestra
da un sentiero
da una piazza
dalla cima sfiorita

fa sentire i suoi profumi
i suoi umori

lasciando sognare, noi soliti osservatori
 
Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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