Confessione d'inverno,
come il giorno appassisce
in questa risiera d'universo,
mareggiata d'amor mio disperso.

E fosti valigia di papaveri
sulle terrazze avvelenate dal silenzio,
pulsazioni di cielo rescisse
son ora gli abiti del pensiero.

E mancherai alla scrivania del cuore,
a queste mani come stelle nella notte
e mai più siederemo ad un pranzo di parole,
siam gomitoli paralleli d'inutili storie.

Amor mio, confessione d'inverno,
l'alba è delitto del destino,
ramo di te reciso son io,
orologio senza un tic tac di lancette
in una compravendita di lacrime spente.

Annodo ai battiti del cuore
questa tremula lettera d'amore.
Profilo Autore: rosa dei venti  

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ti scrivo una lettera,
siccome non mi rispondi sullo skype,
non leggerla e non risponderla,
è una lettera del "hi!"

quando eravano dei professori
dell'italiano all'università,
a una più romantica età,
noi avevamo dei sogni per futuro,
sapendo, che la vita era dura,
lottando per un pezzo di un sole
sotto il cielo, donato a tutti,
ma, da un tempo, eravamo muti...

e, poi? e, poi, tu ti hai fatto un dottore,
ed, io- insegnante e traduttore,
però tu mi dicessi, che l'italiano d'oggi fu complesso,
 si cambiasse nella lingua, tutto,
ed, io non avrei potuto
né scrivere né capire
gli scritti delle menti e delle lire...

la vita è, come la vita era-
banane, limoni gialli , mele, pere...
dovevo io lottare con i mali,
da solo, senza soldi e amici,
perchè la donna e i suoi amici
mi hanno detto: "tu sei proprio un nulla"-
a loro non importano le bulle
o le parole delle prediche, preghiere,
e loro sono giusti, i veri e le vere:
la donna mi aveva mandato a un luogo,
dove non avrei voluto andare nessuno-
ma non si è caduta una luna
sul gruppo di quei abietti,
più importanti erano oggetti,
senza morale, con le sgarbazie-
sono andato per le vie,
e, mi ha aiutato il bel Dio,
la gente sconosciuta e le preghiere,
gli uomini normali e le donne vere.
io insegnavo delle lingue,
pregavo in ogni una ogni giorno,
mangiando pillole con i contorni
della giustizia e dei diritti,
facendo sfrati e affitti,
fruendo una vera libertà
del secolo e dell'età,
dell'amicizia, della fraternità,
facendo un sentiero alla mia meta,-
sono un traduttore e poeta,
un insegnante e un filologo dei progetti,
con libri pubblicati, con poesie tradotte ed inviate,
con gli articoli e manoscritti delle lingue,
con un lavoro di maestro,
e- così via, e cosi- il resto...
con delle esperienze delle tradizioni
da parte della gente e dei conoscenti,
non son' adesso, però ero un docente,
che non poteva dimenticare delle botte
di un uomo nero e di un parente-
così si inprigìona la bel mente...
ma no! non udirai il mio lamento-
ho fatto tante belle cose
e non mi pento.
e le immagini della brava gente,
io porterò nel cuore e nella mente.

lavoro troppo, scrivo lentamente-
vale, amico vero dei sentimenti!
che ti aiutino i verbi più agenti,
i nomi dolci dei piaceri!
noi eravano, una volta,
amici trés vicini, veri.
Profilo Autore: Ivan Petryshyn  

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La cupa notte
mentre la bella luna
veglia ogni ora su di me,
cerco lo scrigno perlato
delle copiose fatiche
mi domando dov'è.
un filo di vento per compagnia,
le note di un silenzio
sulla fragile scrivania,
ho amato un  bene raro
il suo profumo già
un po amaro, amerei volare su una stella,
che a salvarmi da qualche pioggia
è solo quella, amavo la danza se c'era il sole,
ora Benedetta vita solo folle amore.
Profilo Autore: valeria viva*   Sostenitrice del Club Poetico dal 16-06-2015

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Lettera a te, che ti ho cercata,
desiderata, come un uomo assetato;
ti avrei donato il mio corpo
per poterti ammirare. 
Ma tu frammentatrice di speranze, 
non mi hai baciato
con le tue labbra velenose, 
mi hai condannato
alla sofferenza. 
Stolta sei, se credi
che non ti avrò, 
ti nascondi da me
dietro ogni angolo;
ma quando ti raggiungerò
non ti lascerò più, 
finché le mie membra si decomporranno
e i vermi mi mangeranno dall'interno. 
Finché il mio cadavere
diventerà  polvere, 
e tu mi lascerai
per farmi rinascere;
e ricominciare il tuo gioco, 
spietata regina.
Profilo Autore: Tommaso Alongi  

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Cara…
come il prezzo delle caldarroste,
come il calore di un abbraccio
che non ha prezzo…
se ti  scrivessi “come stai?”
mi segnaleresti come spam
se ti parlassi poi dei miei problemi
di sicuro mi cestineresti…
e intanto resti qua
salvata nella memoria interna del cuore,
a consumare Giga byttiti
mentre rivedo i video dei nostri momenti più belli…
e intanto resti qua
appiccicata in fronte  come quei francobolli
che non si usano più.
Se ti scrivessi a penna
sai che pena ti farei …
e intanto resti qua
ad inoltrare file di files
tra i ricordi che non so più archiviare…
e intanto resti qua
a lasciarmi l’amaro in bocca
come la colla di quei francobolli
che non si usano più…
Equisifirma DISTANTI saluti.
Profilo Autore: emanuele  

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Il verde germina

sulla pelle di cartapesta

usurata,

straniante distacco

lasciato ai campi

dall’arsura estiva,

aporie e stranezze,

inestricabili cromie

di feconde inquietudini,

laceri brandelli d’esistenza.

 

Nei giardini

l’erica ora tesse

soffici tappeti lustrali,

tramati di lilla,

bianco, rosa-violetto

e cremisi

che frantumano

il senso di caducità

del vivere.

 

Al tramonto

il cielo arrossisce

lacerando la linea lontana

del tramonto

affinandola di incrinature indicibili,

di venature marmoree

e ambigue finzioni.

 

Ma un’ombra di tristezza

cala sulla marina

che si vela

di straniante foschia

quando il giorno

si disfa

e ripiega melanconico

nell’immagine evanescente

che emana.

 

La sera scende

severa e generosa

di inoperosità

bofonchiando fragilità

e forza

nel balbettio inestricabile

che genera straniamento

e stupore.

 

Ancorato alla mia umanità

che dona un’aura

di nobiltà

all’ovvio e al banale

mi lacero e perturbo

nell’ampia ruga

che solca il volto

denso e vischioso

della notte

attorcigliata in una stanchezza

immane.
Profilo Autore: Salvatore Nuzzo  

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S'infrange il mare alla scogliera
nel vento impetuoso dell'autunno;
spume lucenti s'alzano nel cielo
in uno sfolgorare di brillanti.

Riparo a un muro aspro di conchiglie
per rifuggire il brontolio incessante
che sulla riva cupo si percuote.

E nella quiete fragile trovata,
del mare immenso immagino gli abissi.
Allora d'improvviso mi pervade
un sentimento che mi fa paura:
sento svanire il corso della vita
nell'infinita eternità del tempo.

Volano intanto stormi di gabbiani
bianchi come l'onde nella sera,
e si calano assieme in fitta schiera
sovra colmo di tetti e ciminiere.

Cosi rimango con i miei pensieri
riverso al muro aspro di conchiglie,
pace cercando al fondo dei ricordi,
ora che il tempo dentro m'ha scavato
come fa il mare al sasso al rifluir dell'onde.
Profilo Autore: Umberto Baroni  

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Qui- nell’istmo tra due mari
-Tra oriente e occidente
Dove anche oggi abbiamo pianto...
...Salàm
Mondo dell’Islam.

Qui …ho semplice parola:
Dov’è il tuo volto angelico?
La tua saggezza-la remota memoria?

Con chi prendersela
se hai smarrito il volto tuoi padri!
Il  tuo futuro è nei Mandela nei tuoi Gandhi!
 
Dimmi- quando farai la tua rivoluzione
Senza la malafede di certi ventri oscuri?

Non decidere la tua sottomissione
-In nessuna religione vi sarà mai alcuna costrizione.

 Il Corano stesso
E'solo un traboccare d’amorosa mano
- E' emozione in chi lo stringe.
Labbro -da cui esce vibrante ogni splendore
che non finge.

Non puoi essere
Così visibilmente pallido;
-Non puoi!
Non puoi scegliere di morire oggi
Facendoci morire.

Spegni i ceri e il pregiudizio,
-Per credere basta leggere oltre l'abbaglio
-Senza sbarre alle finestre
Senza ruggine nell’alba- e via l'orgoglio.

Qui- nell’istmo tra due mari
Tra oriente e occidente 
-Due frontoni;
 Il sole è nero e non si vedono  più aquiloni.

Non cadere in questo sonno
La tua storia ha occhi verdi.
Non puoi
- Non puoi morire in questo sdegno
Da incapace.

Salàm 
mondo dell'Islam:
 Io non ho il dono del verbo
Ma ti lascio la mia pace.
 
Profilo Autore: Hera  

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Caro fratello mio,

se tu fossi stato con me,

ti avrei dato tutto quello che potevo.

Avrei combattuto pur di vederti felice.

Sarei stato la tua spalla e la tua stampella.

Mi sarei ammantato del tuo essere.

Ti avrei abbracciato nei momenti difficili e

avrei gioito per le tue affermazioni.

Ti avrei vissuto!

Il destino non ci ha voluto insieme,

io ti ho sempre aspettato.

Il buon Dio non ci ha concesso di vivere in compagnia,

nei miei sogni resti sempre al mio fianco.

Sei per me nelle galassie del tempo,

nelle giostre della vita.

N  ei momenti difficili,

mi aggrappo alle tue ali per proteggermi.

Ti vedo nel sorriso di un amico,

negli occhi delle persone amate e

ti sento nelle rare e vere strette di mano.

Ti avverto nelle mie inquietudini e

nei momenti di piccole soddisfazioni. 

Ti ascolto nel silenzio delle piante e

ti respiro nel profumo dei fiori.

Avrei rispettato la tua libertà.

Sarei stato un fratello vero

di cui dovevi fidarti e

su cui potevi contare.

Mi sarebbe tanto piaciuto averti!

Ti auguro sempre il mio buongiorno e le mie preghiere.

Ciao fratello mai nato.
Profilo Autore: Romualdo Guida  

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Cara vita,sei bella da quando ho avuto paura di perderti mi sono accorta di quanto sei perfetta.
Perfetta nella tua imperfezione.
Lavoro,famiglia,denaro..cara vita tutto perde valore se non ci sei piu.'
Penso a cosa ne rimarrebbe di me senza te..
ecco delle foto sui mobili,dei ricordi in bianco e nero  o a colori
Dei vestiti negli armadi, dei libri sugli scaffalie appunti sui quaderni.
Cara vita quando stavi per lasciarmi tutti hanno urlato il tuo nome per farti voltare...
correvi lontana stavo per perderti  tutto non aveva piu' senso e tutto non avrebbe avuto piu' un senso
senza te ...solo una foto quella  che avrebbe segnato quel momento in cui mi avresti abbandonato,ma poi ti sei voltata
 e cara vita non mi hai lasciato e il mio sorriso si è unito di nuovo al tuo pieno di VITA!
Profilo Autore: Tiziana Gay*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-09-2017

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