Arlecchino lo sapeva:
non sarebbe stato uguale,
questa volta non andrà
a scherzare per le strade.
Sta seduto alla finestra
e si guarda dentro al vetro,
resta chiuso nell'armadio
il suo vestito colorato.

Un Febbraio opportunista
ha sottratto un po' di sole,
ad un Marzo cupo e strano
cinto da un gelido abbraccio.
Arlecchino resta lì
gli occhi roteano, rimbalzano
su uno sterile deserto
dalla sabbia dura e grigia.

Sono ancora ben lontane
le sue rondini vacanziere,
a dar loro il benvenuto
questo cielo non è pronto.
Ora c'è un pesante manto
che ci soffoca la mente
e creature della notte
che ci ruban la realtà.

Arlecchino ha un'altra maschera
per non farsi riconoscere,
come fosse un Carnevale
festeggiato tristemente.
Lui aspetta quelle rondini,
torneranno prima o dopo
faran festa nell'azzurro
e usciremo dalle tane.

E ci scopriremo il viso
grandi corse per le strade!
Quelle terre desolate
si apriranno a vite nuove.
Arlecchino ne è sicuro
ha gettato quella maschera,
ride con l'amico specchio
e apre l'anta dell'armadio.
Profilo Autore: Enry  

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