Germogli di brina
scrivono sui fragili petali
nuovi spartiti di luce
e sulla lavagna del vento,
dimenticata dal cuor dell’inverno,
lo scialle d’aprile
bacia un nuovo morso di cielo
ed una farfalla gioca
sulle gote imbrunite di un’altalena
spezzando il suo sguardo
in un profumo di viole e margherite.
La luna scarcera il suo leggio
ricamando morbide ombre
sul vecchio mulino abbandonato,
veste i timidi fili d’erba
con diamanti d’orizzonte
ed il tramonto infuoca
pallide zolle di terra
scarcerando la passione
d’un grumo di papaveri,
calici solitari,
diari d’una poesia a primavera.
