in una calda domenica di marzo,
(mentre attraverso la finestra
giungono ultime notizie del telegiornale),
sto nel presente,
sotto un albero di fico,
immaginandomi che il giorno
è un chiaro minuto,
che tramite la penombra della sera,
si trasformerà nel minuto della notte
solo brevemente
posso stare in questo calcolo di tempo –
so,che nell’incombente futuro,
confitti sono altri orologi,
dei quali compito è
esplodere nel presente