Passa la luce del pomeriggio inoltrato,
veloce, inafferrabile e mistica,
passa come passa il treno dei pensieri
senza rotaie, senza destinazione.
Quello che ancora si riesce a vedere
quello che non si deve immaginare,
tutto ha il colore della carta zucchero,
il brivido del tuffo nel mare,
ed è già notte.
Tu forse dormirai un sonno profondo,
penserai al tuo primo gatto
ripercorrerai le tappe felici
della tua infanzia felice.
Io vivrò nel buio statico del nostro nido,
nel caldo umido dei tuoi sogni di fanciulla.
Ti cullerò, pregherò, avrò paura,
e baciandoti sugli occhi, aspetterò la luce.

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