Tu dici
-per sempre-
ma all’una e undici
gli angeli sono briciole
e i nostri cuori particelle
senza ripensamenti.
Il tempo fluisce,
e non lo so
se siamo appena stati
ricordo in preparazione,
oppure se eravamo
anime annoiate
che volavano in tondo.
Lungo traiettorie circolari,
come quelle che fanno
le code dei cani.
Intanto
i nostri capelli
crescono separati,
più lentamente che mai,
emettendo un sibilo infausto
che parla di pane che sgretola.
Come due grosse gocce d’acqua
siamo evaporati al sole di maggio,
nei due versi opposti del destino.
Noi, che poco prima eravamo
radice e foglia, fiore e frutto.
Nessuno sarà mai più felice
adesso che manca terra
a tutta questa acqua.
