Nella stanza fatiscente
di un albergo anonimo
di Ulaanbaatar,
guardo da dietro la tenda
il distretto di Bayangol.
Osservo e annoto di te,
attraverso il buio,
attraverso il fischio
della Transmongolica,
e penso alle pareti
che saranno il nostro Yurte.
Ma sono ancora solo, nel buco,
a puntare i pensieri contorti
sul Deserto dei Gobi,
e non sono un Tuvano
e non sono un Eroe Rosso.
Mi lavo le mani, il viso, gli occhi,
e sputo fumo denso e acre
sul vetro gelido di questa
assurda prospettiva,
pianificando con cura
il mio prossimo passo.
Gengis khan,
l’ignoto che chiama,
la storia umana,
la vastità del mondo.
Il tempo che passa,
l’Oriente e l’Occidente,
l’armonia dell’abbandono.
Il caso, la fatalità:
il mio destino
non ancora tratto.

 
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Profilo Autore: Charlie  

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Commenti  

nabrunindu
# nabrunindu 22-10-2013 17:46
che bella charlie, al centro dell'asia, fra il deserto dei gobi e il tibet più giù con il bacino del tarim pendi che finisce insabbiato dopo duemila km di corso nel deserto del taklimakan, epiù a sud e più ad est la cina. mi piacciono queste cose. bravo
Falug
# Falug 22-10-2013 18:22
Il viaggiatore alla ricerca di sé, da lontano lo sguardo ha orizzonti più vasti, si scartano i dettagli, si vede l'insieme.
Bella.

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