Vi è una costante in noi stessi
prelibata caparbietà del morbido
disgiunto alternarsi di umori
E fu grandine in quell’arcobaleno
non solo di colori ma di meraviglia
Vi fu meraviglia per noi stessi
nell’argine del nostro limite
in bilico tra andare o rimanere
Caparbia volontà del decidere
nelle fronde vermiglio del muscolo
Vi fu vicinanza in quel desiderio
dove il limite non ha appartenenza
nella crescita del costruire
In quell'ignoto sapore del domani
dove attingere ogni goccia di coraggio.
prelibata caparbietà del morbido
disgiunto alternarsi di umori
E fu grandine in quell’arcobaleno
non solo di colori ma di meraviglia
Vi fu meraviglia per noi stessi
nell’argine del nostro limite
in bilico tra andare o rimanere
Caparbia volontà del decidere
nelle fronde vermiglio del muscolo
Vi fu vicinanza in quel desiderio
dove il limite non ha appartenenza
nella crescita del costruire
In quell'ignoto sapore del domani
dove attingere ogni goccia di coraggio.

Commenti
Complimenti Ambra e buona poesia.
Chi è che stabilisce cos'è tutto o cos'è niente? Forse proprio questo tamburo che teniamo nel nostro petto...
Bellissima questa tua Ambra. Mi sei mancata!
Grazie e a presto qui.